Olivo Matto

Non affidiamo all’etichetta ciò che l’etichetta non può darci

Luigi Caricato

Non affidiamo all’etichetta ciò che l’etichetta non può darci

Io l’ho sempre sostenuto: la qualità è la sintesi di un insieme di fattori, tra cui vi è anche la valutazione sensoriale, ma non solo. L’etichetta non è la soluzione di tutti i problemi. E’ solo la testimonianza di ciò che è contenuto in bottiglia, ma ciò che riporta un’etichetta può anche non corrispondere necessariamente al vero.

Chiunque infatti può confezionare secondo i termini di legge, ma con ciò non è detto che quanto l’etichetta riporta corrisponda di per sè al vero. Per questo motivo è importante che la scelta di un olio extra vergine di oliva al momento dell’acquisto venga fatta in funzione della qualità, almeno di una qualità in qualche modo percepita come tale, e non invece in funzione della sola etichetta, la quale può comunicarci benissimo anche il falso.

Ve l’immaginate del resto un’azienda che voglia imbrogliare il consumatore essere così ligia da ammettere di aver confezionato un falso extra vergine? Pensate sia verosimile che un’azienda riporti in etichetta la non corrispondenza del proprio olio ai canoni previsti della legge?

La soluzione pertanto non è nell’etichetta, la quale resta senz’altro uno strumento utile, ma non per questo risolutivo dei problemi legati a frodi e sofisticazioni.

La soluzione, semmai, è nella capacità del consumatore di acquisire quel minimo grado di conoscenza del prodotto, al punto tale da poter in qualche misura valutare se un olio sia buono o meno.

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