Olivo Matto

Olio e comunicazione, errori da evitare

Luigi Caricato

Olio e comunicazione, errori da evitare

Sì, d’accordo, ci sono tanti modi di comunicare la qualità, ma farlo facendo perno sul passato è un errore che può rivelarsi grave quanto controproducente. C’è infatti chi investe sulla tradizione, come se questa fosse una sorta di deus ex machina capace di aprire le porte del cuore e giungere direttamente al consumatore. Non è così. Guardate per esempio questa cartolina, messa in circolazione da Redoro. Non è la strada giusta da seguire. La tradizione non è tutta da salvare. Far percepire una visione distorta non aiuta, soprattutto se non si forniscono spiegazioni.

La cartolina è un bel mezzo per trasmettere un pensiero attraverso un’immagine, ma l’immagine deve essere tuttavia quella giusta, o comunque deve essere supportata da opportune chiose.

La cartolina è dell’azienda agricola Redoro. Olivicoltori dal 1895, si legge. Nella didascalia. “I vecchi sacchi per il trasporto delle olive nell’antico frantoio di Mezzane”. La fotogafia è di Giovanni Panarotto.

A cosa è servita la cartolina? Non certo a favorire una buona immagine dell’olio. Per questo invito Daniele Salvagno, tra i titolari dell’azienda, a eliminare ogni copia della cartolina, oppure a contestualizzarla, specificando che un tempo si ricorreva ai sacchi per il trasporto delle olive, ma ora tali sacchi sono assolutamente banditi, perché non giovano alla qualità degli oli.

Le olive nei sacchi sono assolutamente da evitare. L’olio che ne scaturisce avrà inevitabilmente difetti sensoriali che non rappresentano in alcun modo la strada che porta alla qualità. Il consumatore non può vedere immagini così poco edificanti.

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