Olivo Matto

Olio in bicchiere. Mancano solo le parole per raccontarlo

Luigi Caricato

Olio in bicchiere. Mancano solo le parole per raccontarlo

Ho come la sensazione che non si sappia raccontare l’olio ricorrendo alla fantasia. Chi ha avuto modo di sfogliare olioofficinaalmanacco, avrà notato alcune pagine in cui si da’ libero sfogo all’inventiva. Le migliori e più felici espressioni sono state formulate da artisti e intellettuali, mancano invece le emozioni spontanee delle persone comuni, di chi non ha confidenza con le parole. Sono fortemente convinto che chiunque possa scrivere ciò che percepisce nel proprio mondo interiore, senza alcun timore. Ciascuno di noi ha dentro di sé le parole giuste, solo che non si ha il coraggio di lasciarsi andare. Tutto qui. C’è, in tutti noi, la capacità, seppure non ancora svelata, di esprimere emozioni, abbandonandosi a parole in libertà. Penso a uno scrittore non scrittore, un uomo di campagna, un contadino puro, tale Vincenzo Rabito, di Chiaramonte Gulfi, nato nel 1899 e morto nel 1981. Einaudi ha pubblicato il racconto della sua vita, con il felice titolo di Terra matta. Un uomo senza cultura libresca, ma con una ricca espressività. Leggetelo. E ora, dopo questo mio invito a scrivere, perché non esprimete allora a parole cosa sia per voi l’olio? Ditelo con vostre parole, ma ditelo: scrivete. Vi prego. Prendete una immagine qualsiasi tra le tante che scorrono nella vostra mente e lasciatevi andare. Scrivete, raccontate il vostro olio.

Commenta la notizia

Per commentare gli articoli è necessario essere registrati.
Se sei un utente registrato puoi accedere al tuo account cliccando qui
oppure puoi creare un nuovo account cliccando qui

Iscriviti alle
newsletter