Olivo Matto

Partiamo da qui

Luigi Caricato

La nostra ultima pubblicazione in edizione cartacea è Puglia degli olivi e dell’olio, il nostro annuario che costitusce il nono volume della collana "L'Almanacco di Olio Officina". Riportiamo di seguito, in anteprima, l'editoriale a firma di Luigi Caricato. Il volume sarà disponibile nelle librerie il 27 giugno, ma è già possibile acquistarne copia direttamente da noi: QUI. Buona lettura.

 

In apertura di questo numero monografico dell’Almanacco di Olio Officina interamente dedicato alla Puglia degli olivi e dell’olio non si può pensare che nulla sia accaduto. Le cose accadono e a volte si subiscono. Di conseguenza, nulla è immutabile. Gli stessi paesaggi cambiano. Ricordate le vaste distese di olivi del Salento? Alcuni di questi monumentali alberi plurisecolari per fortuna ancora resistono, tenaci e battaglieri, mentre altri fanno parte di quell’esteso, vastissimo, cimitero di alberi mai eradicati, lasciati lì, nella loro funesta sagoma simili a spettri che la terra trattiene a sé, finché anche la spessa corteccia, di questi enormi tronchi e i rami con l’umidità marciscono, cedendo inesorabili come corpi decrepiti al suolo che li accoglie. L’immagine evocata non rasserena, lo sappiamo, ma la realtà è questa e ci parla. Forse ci urla anche, e non vogliamo udirla. Anche la stessa mancanza di sensibilità nel non provvedere a ripristinare i tanti cimiteri di olivi non è un buon segnale. È una mancanza di rispetto. Percorrendo la vasta e ramificata rete stradale che attraversa in lungo e in largo la penisola salentina lo scenario è desolante. Dobbiamo farcene una ragione. Anche il paesaggio è destinato a cambiare. A poco serve ignorare la realtà: i segni che questa lascia di sé sono alquanto evidenti e inoppugnabili. Ogni albero rinsecchito ci costringe a interrogarci e a riflettere sulle responsabilità di chi non ha voluto agire e di chi si è permesso perfino di ostacolare quanti hanno cercato in tutti i modi possibili di frenare l’avanzata del terribile e devastante batterio. Ora siamo qui, sperando che tutto si fermi e non si ceda il passo al patogeno, fiduciosi che si possa ben presto proseguire la coltivazione degli olivi senza la spada di Damocle che incombe sul futuro. Abbiamo deciso di dedicare questo numero monografico dell’Almanacco proprio alla Puglia non come auspicio, ma con la responsabile certezza che presto rivedremo rifiorire altri olivi. C’è chi sta lavorando per resistere ed è in fiduciosa attesa della svolta decisiva. L’impegno eroico di chi in solitudine e con i propri mezzi, senza nemmeno l’ausilio delle Istituzioni, sta lavorando per il bene della comunità vegetale degli olivi, ripristinandone la coltivazione, lascia ben sperare. D’altra parte, non è lontano il tempo in cui la fillossera distrusse radicalmente la viticoltura europea, anche se a raccontare oggi la vicenda ci sembra così strano, visto che poi tutto si risolse in bene, seppure con la conta inesorabile di danni immensi cui comunque si è posto a caro prezzo riparo. Oggi il futuro è già qui. Per questo L’Almanacco di Olio Officina intende celebrare la Puglia degli olivi e dell’olio nella consapevolezza che la speranza è qualcosa di molto concreto e tangibile.

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