Olivo Matto

Si scivola sull’olio, in Liguria. La focaccia di Recco al formaggio? Mah! Che situazione

Luigi Caricato

Si scivola sull’olio, in Liguria. La focaccia di Recco al formaggio? Mah! Che situazione

Posso fare una riflessione fuori dai denti? Posso dire che l’Italia è un Paese in cui l’ipocrisia non soltanto la si pratica molto volentieri, ma la si coltiva perfino con un certo malcelato moto d’orgoglio? Non voglio perciò trattenermi, perchè non si può sempre tacere nella vita. Sull’ultimo numero di Teatro Naturale ho pubblicato molto volentieri l’amaro intervento di Francesco Bruzzo riguardante il grave errore commesso dai promotori del marchio Igp alla celebre focaccia al formaggio di Recco. Dove sta il problema? Semplice, in tanti si ergono a paladini del prodotto tipico, ma poi se scavi a fondo è tutta una messinscena. Che senso ha cercare di ottenere una Igp per la focaccia di Recco al formaggio se poi tra gli ingredienti anziché far comparire l’olio extra vergine di oliva Dop Riviera Ligure, come è giusto che sia, si preferisce optare per un generico extra vergine italiano? E’ ridicolo e perfino grottesco. Poco serio. La focaccia di Recco è stata sempre fatta con l’olio del territorio. Perché allora perdere lo stretto legame che lega la focaccia alla propria terra e a una tradizione consolidata? E’ un abuso bello e buono, ed è pazzesco che nel corso della fase istruttoria, nel lungo percorso che conduce verso l’ufficializzazione dell’indicazione geografica protetta, si sia deciso di presentare a Bruxelles una Igp anomala e fuori contesto, nel silenzio generale, peraltro. Leggete con attenzione l’intervento di Bruzzo, il quale in una email a me diretta scrive:

“Dopo aver sfruttato per anni l’importanza del legame con il territorio, anche attraverso la componente olio, oggi che sta per ottenere il riconoscimento, la Focaccia di Recco Igp gli preferisce l’olio extra vergine di oliva italiano anziché quello ligure non potrà mai avere nulla. In primo luogo perchè di olio “italiano” ligure non ce n’è, in secondo luogo perchè, per assurdo, neppure la Dop può evidenziare in etichetta tale provenienza. Pazzesco. Se ci hanno pensato, sono dei demoni.

Siccome tutte le belle poesie di questa gente si ricollegano alla fine alla mera convenienza venale, credo che sia giusto da parte mia e del Consorzio che comunque dovrà parlarne collegialmente, alzare una bandiera a difesa del prodotto più storico, conosciuto e amato (anche odiato da molti faccendieri): l’olio delle sue riviere”.

Francesco Bruzzo, già presidente del Consorzio dell’olio Dop Riviera Ligure, e, sin dal 1997, dello stesso Comitato promotore, mi confida di voler intraprendere una vertenza, convinto di essere esattamente sulla mia lunghezza d’onda. E ricorda e precisa, a scanso di equivoci: “la mia battaglia non va contro la Focaccia, alla quale auguro la miglior fortuna”

Sì, caro Francesco. Siamo proprio sulla stessa lunghezza d’onda. Sono gli altri ad aver perso il senno.

Sì, hanno perso proprio i lumi della ragione, nonostante che sul sito del Consorzio della Focaccia di Recco si legga:

(…) i “millantatori” sono aumentati in maniera esponenziale ed allora un solo consiglio a tutti coloro che amano la vera focaccia col formaggio, quella di Recco, diffidare da coloro che “imitano” e conoscere questo prodotto nella versione originale, quella garantita dai locali aderenti al Consorzio Focaccia di Recco o dallo stesso Consorzio in occasione di eventi al di fuori della zona di produzione della, ormai prossima, Focaccia di Recco Igp.

Versione originale?! Quella senza l’extra vergine Dop Riviera Ligure?

Ah, che brutta storia!

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