Olivo Matto

Sotto torchio. Facciamoci pure del male

Luigi Caricato

Sotto torchio. Facciamoci pure del male

Viviamo in un Paese di incoscienti. E forse anche di stupidi. Leggendo la presunta inchiesta apparsa sul quotidiano “la Repubblica” del 23 dicembre scorso ho preferito tacere e non scrivere nulla. Tempo di Natale, non ho voluto rovinarmi i giorni di pace che la celebrazione della natività impone alle coscienze; ma al quotidiano diretto da Ezio Mauro poco importa, l’obiettivo per gli intellettuali snob stregati dal di(v)o Eugenio Scalfari è suscitare clamore, non interessano le conseguenze che ne derivano. La stupidità non ha limiti, sarà questo il nuovo punto di forza dell’Italia? Abbattere e sprofondare se stessa con le proprie mani?

Le conseguenze dell’inchiesta del quotidiano romano non si sono fatte attendere, come purtroppo pensavo. Infatti molte aziende italiane, le più prestigiose, hanno subito forti contraccolpi, e addirittura richieste di ritiro dell’olio dal commercio. Così, se da una parte siamo proprio incapaci a fare sistema, dall’altra possiamo dire che siamo capacissimi a distruggere quanto costruito in secoli di storia e perfino a remare contro l’interesse comune illudendosi di fare il proprio bene.

Ciò che compare nell’inchiesta firmata da Paolo Berizzi è grave, soprattutto perché getta discredito su un intero comparto senza apportare nessun dato certo, ma solo rumors di un’indagine in corso.

Il finto perbenismo è ancor più grave, quando si legge che “Repubblica, per non pregiudicare l’esito delle indagini, per ora tiene coperti i nomi delle aziende finite nel mirino degli investigatori”. Già, una bella storiella, ma poco edificante. Non si fanno i nomi, così nel frattempo si getta fango su tutti, indistintamente.

Le persone serie e oneste si stanno intanto muovendo per riparare gli incalcolabili danni arrecati al buon nome delle aziende italiane, visto che l’inchiesta di “Repubblica” è stata ripresa da molti giornali esteri. Le sciocchezze contenute nell’articolo sono tante, la più grossolana delle quali richiama prezzi di acquisto di oli dalla Tunisia dai 20 ai 25 centesimi di euro! Paradossale! “Per produrre un chilo di olio qui bastano 10 centesimi”, scrive Berizzi. Siamo proprio messi male.

Sull’argomento ritornerò in gennaio, con un articolo. Ora voglio un po’ di pace. Queste negatività le rispedisco al mittente, con tutta la massima e assoluta disistima verso coloro che infangano il buon nome dell’Italia pur di ritagliarsi uno spazio di visibilità.

Intanto, per confortarmi di fronte a tanta insipienza, riporto una citazione che un caro amico oleario, Pasquale Manca, mi ha riportato in una sua email. La citazione – quanto mai calzante in questo caso specifico – è tratta dal bellissimo libro di Carlo Maria Cipolla, Allegro, ma non troppo:

“Una persona stupida è chi causa un danno ad un altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo una perdita.”

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