Olivo Matto

Un corpo estraneo nell’agricoltura

Luigi Caricato

Un corpo estraneo nell’agricoltura

A Olio Capitale la giornata di sabato è stata molto intensa e produttiva. Ho avuto modo di confrontarmi con il dirigente Coldiretti Stefano Masini, nell’ambito di un convegno-tavola rotonda in cui sono stati delineati i dati di una ricerca Swg sulle tendenze di consumo di olio extra vergine in Italia, di cui scriverò più avanti. Sono emersi ragionamenti utili, poi, però, il confronto si è acceso vertendo su temi che esulavano l’oggetto stesso dell’incontro. Si è assistito così al solito coldirettiano che parla per refrain – made in Italy, frodi, tracciabilità – e che anziché affrontare con lucidità e distacco il tema all’ordine del giorno, si rifugia nei luoghi comuni, costringendomi a contraddirlo, pur di arginare le ripetitive litanie ideologiche sulle quali Coldiretti sta ormai facendo soccombere, mestamente, l’Italia agricola. In mattinata è stato diverso, ho avuto il piacere di conversare pubblicamente con il professor Lanfranco Conte, tra i massimi esperti mondiali di chimica del’olio. Mentre nel tardo pomeriggio ho avuto un’altra bella esperienza, molto coinvolgente ed emotivamente carica di spunti dialettici, parlando ai produttori olivicoli calabresi e a tutto il pubblico presente. La bellezza di certi incontri è palpabile, peccato tuttavia che gli uomini in quota a Coldiretti non riescano a deideologizzarsi. Sono un corpo estraneo all’agricoltura. Ed è forse giunto il tempo di riflettere sul senso di certe organizzazioni, se davvero abbiamo a cuore le sorti del nostro Paese in materia di agricoltura. Per ora questa nota rapida, altri appuntamenti mi attendono. Ritornerò comunque sulla questione Coldiretti, contateci.

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