Saperi

Chiamateli pure Paradossi plastici

Dopo il grande successo della mostra personale di topylabrys, al secolo Ornella Piluso, ne ripercorriamo le emozioni proponendo le immagini salienti. Interessante il concomitante Orto della Bellezza Italiana e l'atto performativo della Semina d'Artista

Olio Officina

Chiamateli pure Paradossi plastici

Il titolo della mostra era “Paradossi plastici” e si è svolta in ottobre nel capolouogo lombardo, presso il Cortile d’onore di Palazzo Isimbardi, sede della Provincia di Milano.

Noi di Olio Officina Magazine eravamo all’inaugurazione della mostra in quanto partner di Arte da mangiare mangiare Arte, l’associazione che reca l’imprinting di Ornella Piluso.

Noi vi abbiamo partecipato apportando un piccolo ma significativo segno: un rigoglioso e giovane albero d’olivo.

La mostra è incentrata tutta sulla plastica, la materia prima che topylabrys utilizza nel proprio lavoro, quindi si è incentratta sul suo valore, sul suo significato, sui paradossi e sulle ambiguità che l’operare con essa comporta.

Il progetto realizzato in ottobre dello scorso anno è molto ampio e prevede diverse installazioni, ognuna delle quali unica e, nel medesimo tempo, collegata alle altre da forti legami di senso.

Il legame con la natura immancabile, tant’è che in occasione della mostra ha avuto luogo la quarta “Semina dell’Orto della Bellezza Italiana”, un progetto ideato da Elisabetta Invernici e dalla stessa Ornella Piluso.

Interpretato come valore etico e non solo come esperienza legata all’immagine, l’Orto della Bellezza Italiana è un’esperienza guidata tra arte e profumi; così, attraverso l’atto performativo della Semina l’Artista accompagna ogni volta il pubblico nella riscoperta di un gesto antico ed evocativo.

L’artista topylabrys ha seminato “LANA” e anche tutti i presenti sono stati invitati dall’artista a compiere il gesto della Semina: ad ogni persona sono stati consegnati insieme ai batuffoli di lana alcuni biglietti in cui vi comparivano frasi, parole, espressioni tutte riguardanti VALORI.
I biglietti sono stati lanciati nelle “zolle” presenti a terra; tempo qualche mese e in primavera si potrà così assistere alla Raccolta d’Arte, ovvero ai VALORI cresciuti nel tempo.

Le foto della galleria immagini sono di Gianfranco Maggio.

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