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Come diventare milionari in periodo di crisi

Siete senza speranza e con l’acqua alla gola? C’è un settore, quello dell’olio da olive, che vi permette di conseguire notevoli guadagni con pochi sforzi. I sei punti per raggiungere lo scopo

Olio Officina

Come diventare milionari in periodo di crisi

Su facebook c’è un gruppo da poco costituito che si intitola “Olio & Bufale”, creato da Massimo Occhinegro, nostra fima per Olio Officina Magazine. Già vi avevamo segnalato in precedenza l’altro gruppo fb – aperto anche questo a tutti, senza preclusioni per nessuno – dal titolo “Noi che vogliamo l’unione del comparto olio di oliva”.

Potete ben immaginare l’impianto del gruppo “Olio&Bufale”, teso com’è a svelare le varie stupidaggini che si sentono, si vedono o leggono in giro. Di questi tempi, soprattutto in tempo di olivagione ormai in corso quasi in tutta Italia, le baggianate sull’olio si moltiplicano a dismisura. L’idea di aprire un gruppo quanto meno spinge al sorriso, ma ci sarebbe in realtà da piangere per il basso livello, infimo, cui si sta giungendo.

A proprisito del riferimento ai pochi centesimi di euro per acquistare un chilo d’olio, tutto è partito da Paolo Berizzi, giornalista d’inchiesta per il quotidiano “la Repubblica”.

E’ evidente che non esiste sulla faccia della terra un olio ricavato dalle olive che si possa acquistare a prezzi così bassi. Più che altro, emerge il basso livello culturale di chi fa inchieste frettolose e per sentito dire.

Ecco, dunque, cosa ha postato Massimo Occhinegro riguardo alla grande bufala dell’olio a pochi centesimi, ripresa, senza mai fare una verifica di attendibilità, da molti altri giornalisti, facili allo scandalo.


Come diventare milionari in periodo di crisi

1) Contattare Coldiretti, Berizzi (giornalista d'assalto de La Repubblica), Il Fatto quotidiano, (gli autori del libro) Cibo criminale, Viaggi del Gusto, ecc.

2) Farsi dare i nominativi e il recapito telefonico dei produttori o delle cooperative che vendono, rispettivamente, l'olio spagnolo e tunisino a 50 e a 20 centesimi di euro

3) Farsi prestare pochi soldi da zie, fratelli, sorelle, nonni, genitori (max 12.500 euro)

4) Vendere il prodotto a prezzi di mercato, anche attuali (in discesa) mediamente a 2,40 al kg

5) Ripetere l'operazione restituendo il capitale preso in prestito dai parenti, e investendo il residuo, comprando altre cisterne di olio

6) Dopo una ventina di compravendite, sei diventato milionario. Puoi decidere se continuare o ritirarti in pensione in qualche posto lontano che tanto hai desiderato.

Ed ecco invece la descrizione e le motivazioni del gruppo "Olio&Bufale" che ne fa il creatore stesso, Massimo Occhinegro:

Per cambiare e migliorare il settore dell'olio da olive bisogna partire dalla verità.

Con le menzogne non si va da nessuna parte, anzi in più si prende in giro il consumatore, che è proprio chi si vuole tutelare attraverso la trasparenza.
La trasparenza comincia quindi dalla corretta informazione, non dalle bufale.

È straordinario come tale disinformazione tragga origine spesso proprio da trasmissioni televisive o persone che fanno della tutela del consumatore la propria bandiera.
Se si vuole costruire, se si vuole migliorare lo stato dell'economia olivicola italiana bisogna farlo partendo dalla verità.
Sull'olio da olive se ne dicono di tutti i colori. Sul comparto se ne dicono di tutti i colori.

Obiettivo del gruppo è di evidenziare le sciocchezze, le bufale che giornalisti, blogger, pseudo scrittori, assaggiatori, associazioni di produttori, operatori del comparto, trasmissioni televisive scrivono o dicono intorno all' olio. Da qui il nome del gruppo. Tutti possono partecipare per mettere in evidenza le falsità o quelle che ritengono tali.

Ognuno di noi potrà dare il proprio contributo, purché sia testimoniato da fatti concreti. Non false bufale quindi ma vere bufale. In fondo l'olio con la bufala ci sta proprio bene.

La foto, di Luigi Caricato, ritrae un'opera di tato esposta a Massarosa, presso Villa La Brilla.

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