Saperi

Io e Massimino

La vita si fonda sulle relazioni interpersonali, che fanno sempre la differenza. La morte del professor Massimo Cocchi sta lasciando un grande vuoto, non soltanto nel campo strettamente scientifico, anche su un piano di valore e qualità dei sentimenti. Ecco allora il ricordo di una sua allieva, con la quale ha scritto pure un libro: Il puzzle della vita. L’arte di vivere tra scienza, filosofia, amori e avventure

Clara Benfante

Io e Massimino

Correva l’anno 2015, ne sono sicura! Era il 2015!

Quello non è stato un anno felicissimo per me, lo ricordo ancora: la prima delusione d’amore non si scorda mai!È vero che poi tutto passa e anche un dolore così forte come quello di un cuore frantumato, poi, con il tempo, si dimentica e si ricorda, forse, la stupidità del momento o la tenera fanciullezza di quell’attimo.

Tutti mi stavano addosso perché non tolleravano l’idea di vedermi così triste e giù di morale ed io, all’inizio, apprezzavo le loro attenzioni ma poi, con la freschezza mentale, ho realizzato che se non ci si imbatte, almeno una volta nella vita, nella sofferenza non si può crescere e se non si cresce non si apprende e se non si apprende si rimane fermi, immobili, statici... insomma: non si vive.

Eppure, nonostante tutto, il 2015 è stato l’anno che ha dato avvio alla mia crescita, alla mia fase di maturità... sempre che essa sia realmente giunta, ancora me lo chiedo.

Era il mese di marzo, mancavano pochissimi giorni al mio compleanno ed io, come al solito, ero sempre in fibrillazione e ci sta, d’altronde semel in anno licet insanire!

insomma, mancavano pochissimi giorni alla mia festa di compleanno ma quell’anno sarebbe stato tutto diverso.Papà mi aveva proposto di accompagnarlo alcuni giorni prima del mio grande giorno a Lugano e lì, come mi aveva riferito, avrei conosciuto un uomo molto importante che stava presentando una sua ricerca (ancora non so spiegare bene il tutto) che avrebbe modificato completamente il mondo della medicina.

È lì che conobbi per la prima volta Massimo, il professor Massimo Cocchi: aveva un cappotto verde scuro e un andamento sicuro, di uno di quelli che non gliene frega un bel nulla di ciò che dice e pensa la gente; un toscanello in bocca e un paio di occhiali da sole neri che accompagnavano un viso pieno di esperienza e saggezza.

Gli dissi, quando papà me lo presentò, che mi ricordava tanto Darwin ed effettivamente ne sono ancora convinta, con l’unica differenza che Massimino è sicuramente molto più divertente di Darwin.Da quella volta Massimo è entrato a far parte della nostra famiglia, pian piano ne ha conosciuto tutti i membri e con il suo “Ascoltaaa” ha conquistato tutti.

In Massimo ho trovato la tenerezza e la dolcezza di un nonno, un nonno un po' più giovane rispetto ai miei nonni naturali ma pur sempre un nonno.

La sua capacità di comprendere le persone lo distingue da tutti gli altri; è come se effettuasse uno “screening” mentale per entrare nei miei pensieri e, forse, è per questo suo super-potere che riesce a carpire tutto ciò che mi passa per la testa, nonostante la lontananza! Gli basta pochissimo per capire il mio stato d’animo e trova sempre una frase ad effetto che mi tira su e puntualmente termina i suoi discorsi con un’esclamazione del tipo “E che casso!” che fa già ridere di per sé, ma detto da un bolognese è “tanta roba”.

Nel 2020, poi, abbiamo intrapreso una corrispondenza di pensieri che ci ha tenuto compagnia per tutto il lockdown. Se fossi stata ancora a scuola Massimo sarebbe stato la “scusa perfetta” per non fare i compiti perché, durante il lockdown, ho trascorso più tempo a scrivere e sognare piuttosto che studiare.

Il puzzle della vita. L’arte di vivere tra scienza, filosofia, amori e avventure

E sempre nell’estate del 2020 ho conosciuto Biagio che poi è diventato anche un suo carissimo “discepolo”, con una piccola percentuale di gelosia della sottoscritta; ma io di bollito e scienza non me ne intendo e quindi rimanevo sempre fuori dai discorsi tra Massimino e Biagiù.

E proprio la tua presenza alla mia laurea, caro Massimo, è stato uno dei regali più belli di quel periodo incerto e traballante e, ancora una volta, eri lì con la tua sicurezza e il tuo saper rassicurare che tanto, secondo te, tutto si risolve.E poi è arrivata l’Emilia Romagna per me e la Sicilia per te e, in questo scambio di ruoli, in un certo senso, entrambi abbiamo ritrovato il nostro equilibrio, lasciando a casa le nostre preoccupazioni.

Caro Massimo, sei un maestro di vita e fortunato è chi può prendere lezioni da te, accedere alla tua conoscenza, tenerezza ed esperienza.Non ti ferma niente, sei testardo come un mulo e questo ti rende unico ma certe volte anche un po' “rompi palle” e so che posso permettermi di dirtelo, sei un pezzo di famiglia e in famiglia si dice sempre la verità.

Ti voglio bene, la tua allieva.

 

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