Saperi

L’olio e la finestra

Il Premio Monini, “Una Finestra sui Due Mondi”, di cui più volte abbiamo dato notizia, è ormai un appuntamento annuale che ci accompagna fedelmente, volta per volta. Si svolge a Spoleto, in Umbria, là dove ha sede la storica impresa olearia che porta il cognome del fondatore, nel segno della continuità. Per i nostri lettori abbiamo voluto passare in rassegna tutti i premiati

Maria Carla Squeo

L’olio e la finestra

Cosa ha a che vedere una bottiglia d’olio extra vergine di oliva con una finestra? Nulla, apparentemente, eppure un nesso c’è.

L’olio, più che in forma di bottiglia, è rappresentato da una famiglia spoletina, i Monini. La finestra non è una finestra tra le tante, ma “la” finestra. 

Passiamo al dunque. Sono ormai dieci anni che la famiglia Monini destina ai protagonisti del celeberrimo "Festival dei Due Mondi" di Spoleto, un riconoscimento che evidenzi il valore artistico e culturale del personaggio prescelto nel contesto della manifestazione. Per il Premio Monini, ogni anno viene individuato un personaggio, ma non uno qualsiasi.

Una buona idea, anche perché se per davvero l’olio ricavato dalle olive è un “marcatore culturale”, come sostiene da anni Luigi Caricato, allora è bene che siano un tutt'uno con la cultura. 

I simboli sono i medesimi di sempre: la finestra di Casa Menotti – dimora oggi proprietà dei Monini, dove è allestito il museo che ricorda il grande compositore e librettista – quindi, in evidenza, nelle foto che riportiamo, i premiati colti in una scena ormai familiare, nel momento in cui si affacciano dalla finestra,e infine, quale momento centrale da cui lo stesso Premio Monini scaturisce, le varie edizioni del festival dei Due Mondi, il cui esordio, proprio per opera di Gian Carlo Menotti, risale al 1958.

In quest’ordine di idee, dunque, il riconoscimento viene ogni anno assegnato proprio per dare risalto a un personaggio, il quale esprime e rappresenta a sua volta una carriera che si posiziona al confine “tra due mondi”, sia geografici che di stile e linguaggio. 

Un’usanza, quella del saluto dal famoso davanzale, ripristinata nel 2010 da Monini, in omaggio al gesto iconico di Menotti, il quale amava salutare platealmente il pubblico della kermesse sporgendosi appunto dalla finestra del suo palazzo che si affaccia su piazza Duomo a Spoleto.

Casa Menotti, per quanti non lo sanno, va ben precisato, non è una identità astratta, ma è stata effettivamente la dimora del celebre autore. Il merito dei Monini, è di essersi fatti carico del suo restauro e di allestirvi, attraverso una apposita Fondazione, il Centro di documentazione del Festival dei Due Mondi, contenente il materiale storico digitalizzato, addirittura misurabile in qualcosa come 130 mila file, tra documenti e fotografie, comprensive di tutte le edizioni del Festival dall’esordio a oggi. 

La foto di apertura è della famiglia Monini

 

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