Saperi

La luna rossa

È possibile misurare la distanza fra il dito e la luna? Se si riesce a intuire il concetto che tra i due elementi esista una distanza, allora, vuol dire che si percepisce il proprio percorso di vita; e vuol anche dire che è possibile dare senso alla distanza incalcolabile fra il dito e la luna, proprio perché è nell’incalcolabile che è possibile circoscrivere la personale cronaca di vita

Massimo Cocchi

La luna rossa

Nella notte dove il buio dà luce alla luna mi hai fatto notare che “lei” era rossa, non ricordavo di averla vista da tanto tempo e che, secondo qualche arcana tradizione popolare, significava che premoniva mistero, tempesta, qualcosa che punisce.

In quel momento io, invece, piuttosto che pensare alle arcane interpretazioni, ho ricordato quando mi hai detto che non sapevo misurare la distanza fra il dito e la luna.

Su questo, nei numerosi giorni, forse mesi, trascorsi, ho a lungo riflettuto, già..., mi aveva colpito il richiamo al dito e alla luna e cercavo di comprenderne il significato.

Non è mai facile ricostruire il pensiero d’altri, interpretarne le esperienze e i fatti di vita che portano ad esprimere frasi che per questi altri sono dense di significato, mentre a te arrivano, colpiscono e ansimi alla ricerca del loro significato.

Non puoi chiederne il significato perché l’entrare nel merito significherebbe rompere il momento di magia delle parole dette.

Ancora oggi non credo di avere capito cosa “lei” intendeva dirmi richiamando la distanza fra il dito e la luna ma ho cercato di darne un mio significato, perché, quando qualcosa di detto ti rimane dentro e la memoria non ne perde la traccia vuol dire che quelle parole anche per te devono avere un significato, basta trovarlo.

Magari questo significato lo interpreti in modo diverso, rispetto a quello che chi ha detto quelle parole voleva intendere.

La distanza fra il dito e la luna.

Nella notte di luna rossa il forte richiamo, nella magia del colore che si è aperto ai miei occhi, del senso di quelle parole, mi è apparso improvvisamente chiaro.

Se riesci a intuire il concetto che fra il dito e la luna esiste una distanza, allora, vuol dire che percepisci il tuo percorso della tua vita, vuol dire che puoi dare senso alla distanza incalcolabile fra il dito e la luna, perché è proprio nell’incalcolabile che puoi circoscrivere la tua cronaca di vita.

Ecco, questo ho pensato nella notte della luna rossa con “lei” accanto che si sforzava di farmi capire come la quantistica influenzi la nostra vita in salute e malattia, che cercava di traghettarmi oltre il mio concetto di “misurabilità” della coscienza, già, perché avevo ben dimostrato che è misurabile il comportamento psicopatologico, quindi per conseguenza, anche quello della presunta normalità, ma che la mia dimostrazione non ha ancora capito qual è la distanza fra il dito e la luna.

Anche il nostro rapporto, pensavo, sotto quella luna rossa, forse, non ha ancora raggiunto la luna, quantomeno parrebbe essere nella direzione giusta a fronte delle numerose deviazioni frutto di una totale mancanza di senso dell’orientamento, sia per strada sia nella vita.

Poi ci siamo lasciati e ciascuno è andato verso la propria luna, perdono, la propria casa, con le riflessioni di una lunga giornata che per la prima volta ha lasciato una percezione di sintonia.

Mentre non avevo ancora visto la luna rossa ho assaporato un’anguilla magistralmente preparata dall’amico Nicola, ho iniziato con un fantastico Martini Vodka e ho concluso con un rhum dall’intenso sapore di cioccolato, fantastico.

Chissà se un giorno riuscirò a misurare la distanza fra il“dito e la luna”.

La foto di apertura è di Olio Officina

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