Saperi

La mia preghiera di Pasqua

Il teologo e scrittore Sante Ambrosi si rivolge direttamente a Gesù, chiamandolo per nome e scrivendogli in tutta confidenza, perché, in fondo, si è sacrificato per noi, e la sua esperienza terrena è avvenuta per portarci verso la salvezza. “Ho la sensazione – scrive Ambrosi – che il tuo annuncio sia una bella speranza, ma che sia impossibile per noi mortali. Anche i tuoi discepoli, infatti, ai primi annunci della tua risurrezione hanno fatto fatica a credere che sia vero”

Sante Ambrosi

La mia preghiera di Pasqua

Ho voglia di parlarti o Gesù, in questo giorno della tua Pasqua, che è anche la Pasqua mia e di tutti gli uomini, perché per tutti dovrebbe essere un annuncio di risurrezione.

Di tutti? Ho un fremito di paura nel dire che la Pasqua deve essere un giorno di gioia per tutti perché ogni anno che passa si ha l’impressione che il mondo sia dominato sempre più dalla forza inarrestabile dell’odio contro tutto e contro tutti.

Ho riletto ancora una volta le tue apparizioni dopo la tua morte che sono raccontate nei quattro Evangeli. La cosa che sempre mi stupisce è quel tuo annuncio che ripeti in continuazione, prima alle donne e poi a tutti i tuoi discepoli:” non credetemi sconfitto e morto, sono qui con voi, non più come prima, ma più vivo di prima perché sono tornato al Padre e vivo nella vita divina. Sono venuto per chiamarvi e dirvi di non aver paura. Ora nessuno mi può far del male perché sono entrato nella vita vera che non può essere raggiunta da nessuna potenza del male. Non spegnete quel fuoco che ho acceso nei vostri cuori e non siate turbati della mia momentanea assenza.

Ho la sensazione che il tuo annuncio del giorno di Pasqua sia una bella speranza, ma che sia impossibile per noi mortali. Anche i tuoi discepoli, infatti, ai primi annunci della tua risurrezione hanno fatto fatica a credere che sia vero.
Ma io, te lo devo confessare, faccio più fatica dei tuoi discepoli e delle pie donne che hanno visto il sepolcro vuoto, perché mi chiedo: come mai, dopo tanti secoli di annuncio di questa sublime verità, gli uomini sembrano del tutto indifferenti e presi solo dai propri rancori, legati al solo presente della vita? E perché non ti mostri ancora nel nostro tempo, alle nostre comunità.? Ne abbiamo tanto bisogno in un tempo come il nostro, che è tempo di lupi feroci. Anche in questi ultimi giorni le nostre città che credevano di essere al riparo e democraticamente forti, sono state insanguinate da un odio che ai nostro occhi non trova spiegazione.

Certo, la tua Chiesa ripete continuamente i racconti delle tue apparizioni, ma talora si ha l’impressione che siano diventate parole stanche, e stanchi siamo diventati tutti noi. Anche per questo temo che la tua e nostra Pasqua sia un sogno troppo affascinante e impossibile per noi mortali..

LA FIGURA DI TUA MADRE

I motivi per disperare sono molteplici e talora anche giustificati, ma scrutando bene i racconti delle tue apparizioni c’è un fatto che voglio raccontarti e che mi ha sempre impressionato. Il fatto riguarda la figura di tua madre. La cosa che mi ha sempre impressionato è l’assoluto silenzio di Maria in questo giorno di Pasqua. Tua madre è stata sempre una silenziosa presenza che ti ha seguito fino ai piedi della tua croce. Anche l su questo fatto nel vangelo di Giovanni, solo un brevissimo accenno :”ai piedi della croce c’erano le donne e Maria madre di Gesù”. Tutto qui: un silenzio che ogni volta che leggo ,mi sconvolge e provo vertigini come se mi trovassi di fronte a un mistero che non afferro e meno ancora capisco.

Tua madre che soffre senza una parola, senza un lamento apparente, una sofferenza muta.
Anche nel giorno di Pasqua niente si dice del tuo incontro con lei. Come è possibile che tu, O Gesù, non sia andato da lei per confermare che tutto continua e consolarla?
Ma in questo incomprensibile silenzio sta forse la risposta anche ai miei dubbi

Maria non aveva bisogno di apparizioni perché la sua fede e la sua comunione con te era piena e non aveva bisogno di prove esteriori. Tu, quando ti sei incontrato con i tuoi discepoli, una delle ultime volte, e c’era anche Tommaso che più degli altri faceva fatica a credere, tu hai detto :”beati quelli che credono senza vedere” .Sono certo che in quel momento tu pensavi soprattutto a tua madre che nella sua fede silenziosa e muta viveva la tua nuova realtà, quella della vita divina, alla quale tutti noi siamo chiamati.

Forse hai ragione, o Gesù se mi esorti a credere che tu sei più attivo di prima e più presente tra noi di quando camminavi sulle strade della tua Palestina. Fa che io creda che tu stai camminando anche oggi sulle nostre strade e nelle nostre città insanguinate o in tanti luoghi e in tanti cuori incupiti dalla sofferenza di ogni tipo. Grazie o Signore!

Il dipinto in apertura è di Caravaggio

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