Saperi

Tanto duro lavoro e buon karma

Cosa occorre al mondo dell’olio? Bisognerebbe che cerchi di assecondare di più le innovazioni, le sperimentazioni nel campo della produzione e in quello della commercializzazione. A sostenerlo Azzurra Meucci, area marketing di Terre dell’Etruria

L. C.

Tanto duro lavoro e buon karma

Azzurra Meucci lavora seguendo l’area commerciale e marketing di Terre dell’Etruria, presso la Cooperativa Agricola Toscana con sede a Castagneto Carducci. Nata a Livorno, giovanissima, nell’aprile 1984, si è laureata in Lettere e filosofia all’università di Firenze, conseguendo il master in Management dei processi creativi presso lo Iulm Milano.

Quali sono i tratti migliori della sua personalità?
Estroversa, flessibile e creativa, caratteristiche che per il mio lavoro sono molto importanti.

E le virtù che coltiva abitualmente?
Empatia, tenacia e passione.

Quali sono invece i suoi limiti, le pecche maggiori, gli impulsi più incontrollati del carattere?
Testarda, orgogliosa e, ahimè, golosa.

I vizi invece ai quali non intende rinunciare per niente al mondo o, pur volendo, non riesce a rinunciare?
I difetti sopracitati, che se moderati, aggiungono un po’ di pepe nella routine.

Un ricordo della sua infanzia che ancora le torna in mente?
Le giornate di primavera passate con tutta la famiglia in una campagna poco fuori la città di Livorno. Abituata a vivere sul litorale, era inconsueto e stimolante conoscere la natura da vicino, visitare le case dei contadini, mangiare le uova fresche e correre tra le spighe di grano.

Ora si passa al lavoro. Da quanto, e perché, si occupa di olio?
Ho cominciato a collaborare, per coincidenze fortuite, nel momento in cui stava finendo un contratto precedente, con la Cooperativa Terre dell’Etruria nel febbraio 2013.

Crede davvero nel suo lavoro? C’è ancora in lei un senso di sano senso di entusiasmo e passione a motivarla? O qualcosa la turba e la impensierisce?
Sarà che sono sempre all’inizio di un lungo percorso di apprendimento, sarà che è un ambiente nuovo, seppur radicato nella nostra tradizione, e in evoluzione continua, ma l’entusiasmo e la passione non stanno scemando. Qualche pensiero c’è, l’ammetto, viaggiando molto per lavoro ci sono realtà all’estero che fanno riflettere, che spingono a cercare soluzioni al momentaneo stato di stallo in cui ci troviamo a lavorare oggigiorno.

Se il comparto olio di oliva non naviga in buon acque, come è ormai evidente (avendo perso valore l’olio extra vergine di oliva, e diventando di fatto, a parte le eccezioni, un prodotto commodity), lei cosa si sente di fare per reagire allo stato di immobilismo e incertezza attuali? Ha soluzioni per cambiare il corso degli eventi?
Purtroppo per cambiare le cose ci vorrà tempo, il problema dell’uomo, ma soprattutto di noi italiani, è la predisposizione a seguire per pigrizia, per tradizione, per atteggiamenti assodati, comportamenti rigidi. Bisognerebbe cercare di assecondare di più le innovazioni, le sperimentazioni sia nel campo della produzione che in quello della commercializzazione.

A proposito di olio extra vergine di oliva, cosa mette al primo posto: la qualità o l’origine?
La qualità, senza dubbio.

L’olio da olive è un prodotto agricolo. Se tuttavia l’agricoltura è confinata in un ambito di marginalità, intravede una possibile occasione di riscatto per tale prodotto?
Credo che in questi periodi storici, l’agricoltura avrebbe la possibilità (finalmente) di riscattarsi da questo ruolo marginale. Come già ho detto prima però, per fare ciò, dovrebbe essere praticata con un altro tipo di modalità e un pizzico di apertura mentale. Il mondo del vino ne è una prova.

Se ci crede nei sogni, qual è allora quello che non ha ancora realizzato e che con ostinazione e instancabile coraggio insiste nel coltivare?
Ce ne sono molti che stanno uscendo dal cassetto, e stanno germinando. Quello che non ho ancora realizzato, per scaramanzia non si dice, ma ci lavoro quotidianamente.

In tutta confidenza: crede sia possibile realizzare il suo sogno, o è una pura utopia che va comunque coltivata pur di sopravvivere alle proprie aspirazioni?
Credo che con ostinazione, focalizzazione dell’obiettivo, duro lavoro e un buon karma riuscirò a realizzarlo.

Ciascuno di noi ha uno o più miti ai quali si affida per un proprio personale punto di riferimento. Qual è o quali sono i suoi?
Martin Luther King

I libri (o, nel caso, il libro) che ritiene siano stati fondamentali nella sua formazione?
Le favole di La Fontaine. In ogni racconto si trovano grandi insegnamenti

Ancora una domanda, e si chiude: si può salvare l’Italia? C’è ancora spazio per la speranza?
Spes ultima dea.

Commenta la notizia

Per commentare gli articoli è necessario essere registrati.
Se sei un utente registrato puoi accedere al tuo account cliccando qui
oppure puoi creare un nuovo account cliccando qui

Iscriviti alle
newsletter