Visioni

Dostoevskij e l'Occidente

Sante Ambrosi

Non pretendo inserirmi nelle vicende concrete di questo momento per tentare di capire le ragioni concrete di un conflitto che si è scatenato con la guerra di Putin contro l’Ucraina. Non ho questa pretesa.

Eppure, nonostante le mie riserve nel formulare dei giudizi, mi sento di poter dire qualcosa per comprendere certe ragioni che sono nel sottosuolo di un mondo che forse comprendiamo ancora poco.

Il problema diventa complicato quando ci troviamo a dover esprimere giudizi su fatti ed eventi che succedono alla superfice della società, dimenticando quel terreno culturale che è alla base di quel mondo che conosciamo troppo poco, ma che ci appartiene, nonostante tutto quel che succede.

Ritengo che sia utile rintracciare, anche se in modo veloce e riassuntivo, il pensiero di un grande autore che con tutte le sue opere, i grandi romanzi che più o meno conosciamo ha descritto e narrato di quella antica cultura che ha formato un mondo, come quello della grande Russia, prima di tutti quei rivolgimenti e rivoluzioni che si sono in seguito succeduti.

Ritengo che sia utile per tutti conoscere almeno un poco quella cultura descritta con romanzi tanto potenti da Dostoevskij, un russo autentico e profondamente legato alla sua terra e alla sua tradizione.

Chi legge anche superficialmente tutti i romanzi di questo grande autore russo, non può non notare una continua e aspra polemica a tutta la cultura che stava arrivando nella sua Russia dall’Occidente

Una critica che coinvolge soprattutto i grandi temi propri di quell’illuminismo e di quella cultura che pretendeva di liberare l’uomo e la società. Tale critica è tanto presente nei suoi racconti che dovremmo aprire un discorso troppo lungo. Per fare un solo esempio, pensiamo al romanzo: I demoni, un romanzo tutto costruito sulla citrica su tutti gli aspetti di quella cultura occidentale che a suo giudizio è stata incapace di liberare l’uomo e nello steso tempo ha gettato le premesse di una futura devastazione dei grandi valori di quel suo mondo.

In questa critica il nostro autore inserisce anche una durissima critica alla Chiesa cattolica, giudicata a ragione o a torto. Non è nostro compito in questo momento decidere il radicale tradimento dello spirito e del messaggio di Gesù. Lo vediamo in modo particolare nel poema che Ivan Karamazov pensa di costruire con il famoso poema che ha nella sua mente, dove comprare lo stesso Cristo tra i condannati dalla santa inquisizione. Non poteva essere formulata una critica così dura.

Su questa critica ritorna anche nel romanzo L’Idiota, che rappresenta la figura ideale di uomo pensato alla luce della testimonianza indescrivibile di Cristo.  Anche in questa bellissima storia del principe Myskin, che in qualche modo rappresenta la figura di Cristo, il nostro autore trova il modo di inserire la stessa Chiesa cattolica nella sua polemica. Il principe Myskin è provocato dalla notizia secondo la quale il suo grande tutore e benefattore si sarebbe convertito al cattolicesimo. A tale notizia il nostro principe esplode in una polemica aspra contro tutto il cattolicesimo, con parole che ritengo interessanti richiamare non perché le ritengo tutte vere, ma solo perché esprimono una cultura tanto diversa, ma anche un modo di interpretare il cristianesimo molto diverso da come normalmente troviamo nel vecchio Occidente

Così il principe Myskin:

A mio parere, il cattolicesimo della chiesa di Roma non si può neanche considerare fede, bensì la chiara prosecuzione dell’impero romano d’Occidente, e in essa tutto è sotto controllo a questa idea, a partire dalla fede stessa. Il Papa si è impadronito del potere terreno, di un trono temporale, e ha impugnato la spada… L’ateismo ha avuto origine dal cattolicesimo della Chiesa romana.”

La critica potente di Dostoevskij non basta certamente per avere un bagaglio di elementi sufficiente per esprimere giudizi realmente concreti, anche di fronte agli ultimi episodi di guerra, come l’attuale, ma forse un qualche aiuto nel nostro sforzo di comprendere quel mondo della grande Russia tanto lontano da noi, che ha bisogno di essere analizzato con intelligenza non miope.

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