Visioni

Far rinascere negli olivicoltori la coscienza dell’identità

Flavio Lenardon

Percorrendo, molti anni fa, le zone degli oliveti d’alta quota e vedendo molte aree abbandonate, avevo provato un vivo dolore.

Capivo che era difficile far rinascere quel territorio senza che, insieme, rinascesse lo spirito di quella comunità umana che lo aveva ideato, organizzato e mantenuto per un millennio.

Lo storico Alfonso Pascale, che conosce dall’inizio la nostra storia, parla di una “rivoluzione culturale” e attribuisce alla nostra esperienza il titolo di “esperienza di agricoltura sociale”.

Il principio base del nostro movimento culturale è “partire dal basso per andare verso l’alto”, senza necessità della cosiddetta “ricaduta sociale” operata dalla Stato: infatti il beneficio sociale è automatico in quanto la comunità, ricostruita su un “comune interesse morale e materiale” (come scriveva Adriano Olivetti) vi provvede da sé stessa.

Il nostro primo obiettivo è stato allora quello di dare finalmente la parola ai primi artefici del processo che, partendo dagli elementi della natura, arriva a quel magico distillato che è l’olio extra vergine di oliva; questi primi artefici sono i contadini olivicoltori che portano ancora avanti, caparbiamente, la fatica millenaria del progetto audace di terrazzare intere montagne.

Con TreeDream mi sono impegnato nello sforzo di far rinascere negli olivicoltori quella coscienza di identità che essi avevano – per loro stessa ammissione - quasi perduto: il motivo per cui si faticava a coltivar olivi in condizioni così difficili era nelle caratteristiche uniche dell’olio che si ottiene da piante cresciute in condizioni estreme.

Luigi Caricato ha scritto un libro, Extravergini d’alta quota, al fine di differenziare l’olio d’alta quota facendo riferimento più ancora che all’identificazione geografica, alla specificità della cultivar e dell’ambiente d’origine.

Il caso dell’olivicoltura d’alta quota non va infatti assimilato alle agricolture non remunerative che vanno giustamente sostenute dallo Stato per l’utilità sociale che ne deriva; al contrario, in questo caso, è oggettivo e scientifico che l’olio d’alta quota, proprio quello tratto dagli oliveti in via d’abbandono, ha un peculiare profilo chimico e sensoriale che lo rende degno di essere classificato come una categoria a sé stante.

Aderendo ai principi di TreeDream, contribuiremo ad evitare una duplice estinzione culturale e colturale. Faremmo così ancora in tempo a salvare meravigliosi territori e, probabilmente, diminuendo i disastri delle frane e delle alluvioni (essendo il sistema dei terrazzamenti la salvaguardia della salute idrogeologica) salveremmo anche vite umane.

TAG: TreeDream

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