Visioni

L’età della stupidità

Alberto Guidorzi

Per nostra comodità, abbiamo suddiviso l’evoluzione dell’uomo in “età”: abbiamo avuto “l’età della pietra”, “l’età del ferro”, ….”l’età moderna”. Ora, probabilmente, stiamo entrando in una nuova “eta”. Letà della stupidità.

Viviamo un’epoca dove:

- ogni dialogo è morto;
- la paura è l’unico motore che porta a decidere;
- dove si trovano le conferme del nostro pensare nei corti messaggi emozionali dei socials;
- coloro che non la pensano come la massa sono impediti di discutere e insultati;
- gli esperti che forniscono prove “non allineate” sono attaccati in quanto persone;
- la fiducia è concessa ai ciarlatani e non a chi ne sa sull’argomento;
- gli aneddoti sono elevati a prove e della documentazione scientifica si fa carta straccia.

Nell’età della stupidità la gente cerca le masse che dicono cose che li conferma nelle credenze ritenute giuste per principio. I blog hanno fatto sì che i fatti diventino solo delle opinioni:

- le vaccinazioni obbligatorie sono diventate facoltative;
- la buona agricoltura ecocompatibile e produttiva è stata individuata nelle agricolture del passato, in quelle esoteriche o che buttano al macero l’agronomia;
- la base della buona alimentazione è la deformazione mentale.

Siamo divenuti onnipotenti e onniscienti, la riflessione è un esercizio inutile, la scuola e lo studio non ci possono dare più nulla. Siamo convinti che qualsiasi scelta, giusta o sbagliata che sia, non avrà conseguenze su di noi. Non c’è più un Potere che decide (emergono le leadership più bislacche), esso è bloccato in strutture politiche che, pur esigendo dialogo e consenso, è incapace di dare risposte perché si trova di fronte a dissensi solo emotivi e soprattutto li assume a motore delle sue decisioni. Regna l’opportunismo!

Tre esempi compendiano tutto quanto detto:

1. Un sindaco appena eletto, quello di Torino, ha detto che farà una priorità della sua amministrazione il promuovere le diete vegetariane e vegetaliane, quindi in barba al brasato al Barolo e ai bolliti misti, come se una dieta meno carnea debba necessariamente sfociare per forza nell’abolire la carne.

2. Il giudice, Cataldo Motta, che ha impedito, sequestrando le piante destinate alla distruzione, la messa in pratica di norme profilattiche per contenere la Xilella e che quindi ha dato corso alla denuncia di infrazione dell’Ue è arrivato alla determinazione che forse è meglio togliere il sequestro.

3. Un ministro dell’agricoltura che di fronte alla debacle della nostra granicoltura non ha escogitato altro che una distribuzione a pioggia di fondi pubblici senza rendersi conto che senza un’industria sementiera valida e un miglioramento genetico attivo, la nostra granicoltura sprofonderà e non ci sarà più materia prima per il made in Italy (come è già adesso per il 50%, d’altronde!).

Insomma, non meravigliamoci poi se nell’età della stupidità nascono dei “guru” che approfittano della vulnerabilità e della confusione per minare la fiducia nelle istituzioni politiche ed economiche.

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