Economia

Entra in scena Unifol, l’Unione italiana famiglie olearie

La notizia era nell’aria da tempo. E così, nella giornata di giovedì 8 settembre è stata ufficializzata. La nuova associazione, nata da una scissione all’interno di Federolio, punta su norme restrittive di qualità, su un codice etico e su controlli sistematici sui campioni di olio extra vergine di oliva prelevati a scaffale. Viene anche dichiarato pieno e incondizionato sostegno al panel test attraverso una cooperazione con il mondo scientifico

Olio Officina

Entra in scena Unifol, l’Unione italiana famiglie olearie

Le scelte di campo sono state espresse in modo chiaro e inequivoco. A far parte di Unifol vi è un primo nucleo di imprese familiari espressione diretta del settore olivicolo-oleario italiano che ha deciso di sottoscrivere fondando oggi, giovedì 8 settembre 2022 a Roma, l’associazione Unifol, acronimo di Unione Italiana Famiglie Olearie.

Si tratta – secondo quanto rendono noto le aziende che ne fanno parte – di “una casa comune aperta agli operatori del settore che intendano contribuire alla valorizzazione dell’olio extra vergine di oliva attraverso una incondizionata attenzione alla qualità e alla trasparenza, dove tutti potranno collaborare per tutelare e proteggere la reputazione di affidabilità e serietà della filiera olivicolo-olearia italiana, promuovendo un cambio di passo basato sui valori imprescindibili della qualità del prodotto e la sua tutela”.

Il mercato viene posto in primo piano, ma la chiave di lettura espressa da Unifol si delinea all’insegna di una cultura moderna di mercato, dove il coordinamento di filiera e la collaborazione con le organizzazioni di produttori e le associazioni di categoria viene  inteso come un asset strategico attraverso il quale puntare al consolidamento della fiducia dei consumatori e a una immagine di eccellenza che valorizzi l’olio extra vergine di oliva italiano nel mondo.

Gli obiettivi primari dell’associazione – si legge nella nota destinata alla stampa – saranno il perfezionamento dei propri standard di qualità e rintracciabilità monitorati attraverso un osservatorio interno e l’ampliamento del proprio network di stakeholder per garantire le migliori condizioni di conservazione della qualità degli extra vergini dal campo alla tavola dei consumatori, con programmi di formazione e qualificazione di fornitori e distributori”.

Da cosa Unifol? Dalla necessità – scrivono – di avere sul campo un’associazione agile, dinamica e orientata a fornire servizi d’avanguardia per sostenere la crescita dei propri membri e la promozione dell’olio extra vergine di oliva di qualità è il comune denominatore che ha convinto questo primo nucleo di famiglie olearie italiane a dare vita ad un nuovo progetto di valorizzazione ed affermazione del prodotto italiano, un nucleo fondatore pronto ad arruolare nuovi operatori della filiera disposti a condividerne la vision e il percorso futuro.

Al centro di questa nuova associazione vi è “un modus operandi basato su pragmatismo e concretezza, orientato a raggiungere e consolidare risultati tangibili in termini di reputazione e affidabilità, e ciò costituirà l’elemento distintivo delle imprese che prenderanno parte al progetto Unifol. Valori – concludono – che l’associazione si appresta a rappresentare e a comunicare agli stakeholder di filiera e ai consumatori nei prossimi mesi”.

 

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1 Response

  1. Francesco Tabano ha detto:

    Quando nasce un progetto nuovo è sempre un gran giorno se poi nasce con l’intento di valorizzare la categoria che amiamo è un ottimo giorno : auguro ad Unifol lunga vita,.

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