Economia

Sono 2,7 millioni di tonnellate

Il rapporto del Centro internazionale di eccellenza per la produzione dell’olio di oliva GEA Westfalia Separator Ibérica sottolinea una diminuzione nella produzione per alcuni Paesi. Le cause: il gelo, la scarsità di precipitazioni, l’instabilità politica e sociale

Olio Officina

Sono 2,7 millioni di tonnellate

Il Centro Internazionale di Eccellenza per l’olio di oliva, GEA Westfalia Separator Ibérica, attraverso un comunicato diramato oggi afferma che le stima di produzione mondiale di olio di oliva si sono regolate intorno alle loro iniziali previsioni a 2.765.000 tonnellate per campagna produttiva 2013/2014. Produzione che ha mostrato un ribasso causa le situazioni climatiche avverse, influendo di conseguenza sia sulla qualità sia il processo di raccolta.

Per quanto riguarda le stime dei consumi – continua GEA Westfalia Separator Ibérica – Italia, Spagna e Stati Uniti sono in testa, creando solo loro, il 50% della domanda mondiale di olio di oliva. A livello di continente tutti dichiarano che la loro produzione è superiore al consumo, tranne l’Oceania e l’America, dove la domanda supera l’offerta, pertanto – si continua a leggere nel comunicato della GEA Westfalia Separador Iberica – viene evidenziato, l’interesse che i paesi produttori possono avere nei confronti di Australia e di Stati Uniti.

Juan Vilar amministratore delegato di GEA Westfalia Separator Ibérica afferma che il mercato nazionale sta evolvendo in maniera positiva, soprattutto per le esportazioni, anche se i prezzi rimangono stabili, affermando che : “questa situazione rischia di protrarsi fino a meta o fine febbraio, momento in cui i dati dell’offerta globale saranno più sicuri, in virtù della conclusione della stagione dei principali paesi produttori”.

Si continua a leggere nel comunicato che i nuovi uliveti piantati a livello globale negli ultimi 12 mesi hanno subito un arretramento di 90.000 ettari, contro i 300.000 della passata stagione e che i nuovi uliveti sono prevalentemente ad alta densità.

Per quanto riguarda le stime di produzione subito dopo la Spagna arriva l’Italia con 290.000 tonnellate, 195.000 tonnellate la Grecia e la Tunisia con 170.000 tonnellate, diventando in questo modo il primo paese non europeo in termini di produzione. La Turchia con 160.000 tonnellate, la Siria con 130.000 tonnellate e il Marocco con 95.000 tonnellate, 78.000 tonnellate invece per il Portogallo.

Se si analizza la produzione continentale – afferma GEA Westfalia Separator Ibérica – l’Europa ha il 75% della produzione dell’olio di oliva seguita da Africa e Asia.

Per quanto riguarda l’Oceania, l’Australia ha una produzione 20 volte superiore della Nuova Zelanda, quasi tutta in mano ad un unico produttore che possiede più di 70.000 ettari di uliveti.

L’analisi ha un notevole valore per il comparto per diversi motivi, che vanno dalla precisione delle fonti, all’estensione e al valore dei campioni analizzati, grazie alla collaborazione di numerose associazioni di settore, alle Università e le Aziende agricole e ai gruppi di ricerca provenienti dai 45 paesi produttori.

Traduzione Mirko Bresciani

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