Economia

Stime produzione oleicola

Spagna, Italia, Grecia, Tunisia, Turchia, Portogallo, Marocco e altri Paesi. I conti, è vero, si fanno solo con l’olio nei serbatoi, ma le previsioni sono molto importanti. Per questo noi vi presentiamo le nostre. Anche se in tanti, tra vari enti ed esperti, hanno già espresso le loro anticipazioni, quelle che vi riportiamo, proprio in quanto successive, definiscono meglio i raccolti, per l’ovvia considerazione che più si è vicini all'olivagione più le situazioni divengono definitive

Adriano Caramia

Stime produzione oleicola

Come ogni anno, con l’approssimarsi della campagna oleicola, si fanno sempre più fitte e attese le stime degli operatori per la nuova produzione nei paesi principali. Ormai, vari enti ed esperti hanno già espresso le loro previsioni e, ad oggi, sembrerebbe oltremodo stucchevole aggiungerne una ulteriore.

In realtà, non ci sembra inutile tale nostra operazione: se è vero che le prime anticipazioni hanno il valore della novità, quelle successive meglio definiscono i raccolti, per l’ovvia considerazione che più si è vicini al raccolto è più le situazioni divengono definitive.

Pertanto considerate questo un riepilogo ed un aggiornamento di quanto è stato ampiamente discusso e comunicato, con l’avvertenza che comunque i conti si fanno con l’olio nei serbatoi.

La Spagna

Non si può non iniziare dal paese iberico, primo produttore al mondo di olio di oliva. Questa leadership è stata meritatamente conquistata da circa un quarto di secolo, strappandola al nostro paese. Ormai le distanze tra i due paesi sono abissali, in termini quantitativi. Il potenziale ormai acclarato si aggira intorno ai due milioni di tonnellate, con un orizzonte di nuovi impianti in fase di entrata in produzione che potrebbe aumentare detto potenziale o quanto meno portare a livelli più elevati il quantitativo medio annuo. In effetti, oggi consideriamo una campagna non buona in Spagna quando si ottengono meno di 13-14 milioni di quintali. Ossia quattro volte una discreta raccolta italiana. Quest’anno si è concordi nel prevedere circa 1.600.000 tonnellate, con scorte definite al 30 di settembre di 375.000 tons circa. Una disponibilità per la campagna di quasi 20.000.000 di quintali. Non si registra presenza di mosca generalizzata, ad eccezione di qualche locale attacco. Negli impianti irrigui la situazione è buona, qualche problema nel cosiddetto “secano” (impianti non irrigui). Ma provvidenziali piogge di inizio autunno (già avvenute) ed attese per le prossime settimane, dovrebbero rinvigorire piante e frutti. La campagna si presenta con un paio di settimane di ritardo: le temperature estive di settembre hanno determinato questo fenomeno. Probabilmente si potranno verificare rese più basse, in quanto nel periodo dell’inoliazione l’albero ha ricevuto poca acqua.

L’Italia

Se la Spagna è leader nella produzione, il nostro paese detiene ancora il primato della commercializzazione, che speriamo permanga, nonostante l’impegno assiduo di molti affinché questo sia ad appannaggio di altri. I freddi intensi del passato inverno hanno danneggiato le piante delle zone più interne. La Puglia, area tradizionalmente serbatoio oleario del Belpaese, ha subito cali vistosi di produzione nel versante delle Murge e ai piedi di esse, con situazione migliore lungo le coste. Ma a tutto ciò deve aggiungersi una massiccia presenza di mosca e di lebbra dell’ulivo. Il clima umido sta favorendo il proliferare del “Bactrocera oleae”. Calabria e Sicilia vedono anch’esse forti riduzioni. Nel centro e nel nord situazione meno grave ma comunque al di sotto delle medie. Accreditiamo all’Italia una produzione di circa 200.000 tonnellate.

La Grecia

Il paese ellenico sta vivendo una fase delicata per quanto attiene la produzione olearia: se a primavera le stime lasciavano intravedere una campagna soddisfacente, anche se al di sotto di quella precedente, l’estate e soprattutto l’inizio dell’autunno stanno riducendo fortemente questi dati. Si parlava di circa 250.000 tonnellate, che, con le notizie di questi ultimissimi giorni, si sono ridotte a 200/220.000 tonnellate. Il motivo è uguale a quello che ha ridotto i quantitativi in Italia : mosca e altri agenti patogeni. Discreta la situazione a Creta, in peggioramento nel Peloponneso e nelle isole dello ionio, pessima nella Grecia centrale (che aveva visto un’ottima performance lo scorso anno). Anche Mytilene e le altre isole dell’Egeo non godono di buoni auspici. Considerevole il riporto della Grecia: operatori commerciali del settore stimano in circa 70.000 tons le giacenze che adegueranno la scarsa raccolta di quest’anno. Ovviamente le qualità di queste partite stoccate non saranno tutte ineccepibili sia organoletticamente che analiticamente, con possibili occasioni di declassamento.

La Tunisia

Il paese nordafricano viene da una produzione passata eccezionale, intorno alle 280.000 tonnellate. La mancanza di piogge nell’anno passat, ha fortemente influenzato la fioritura ed allegazione della presente campagna. Però in seguito ed ancora negli ultimi giorni, molteplici e continue precipitazioni hanno rinvigorito le piante. Quindi, sebbene si stimi la prossima raccolta in un range di 120/140.000 tonnellate, si ha un buon viatico per l’annata successiva. Gli impianti come detto sono sani, non vi sono presenze di parassiti o malattie sulle piante. La ripartizione della raccolta vede una abbondante produzione nel sud, media – scarsa nel centro e buona nel nord, ove sono attese anche le migliori qualità. Anche in questo paese determinante è la presenza di riporti, nell’ordine di 80.000 tonnellate: si può stimare una parte di lampante intorno al 20% e il resto tra vergini (la maggior parte) ed extra.

La Turchia

Il paese porta dell’oriente avrà una produzione che i dati ufficiosi stimano intorno a 195.000 tonnellate (l’anno precedente veniva accreditato di 263.000 tons, quindi una riduzione del 27% circa). I riporti sono notevoli, si parla in questo caso di 60 – 80.000 tonnellate.

Il Portogallo

Dovrebbe ripetere in grandi linee la stessa produzione dell’anno scorso, con un flessione intorno al 5-10%, tale da raggiungere un quantitativo di 120.000 tonnellate.

Il Marocco

Questo paese sta facendo sforzi ingenti per migliorare ed incrementare il suo patrimonio olivicolo. I risultati sono concreti e da qualche anno la produzione supera le 100.000 tonnellate. Quest’anno si prevedono circa 140.000 tons.


Per gli altri Paesi, quali la Siria (100.000 tonnellate), Algeria (80.000 tons) e l’Egitto (28.000 tons), ci rifacciamo alle stime del Consiglio oleicolo internazionale

La foto di apertura è di Lorenzo Cerretani

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