Economia

Tutto aumenta. Quanto costerà acquistare l’olio extra vergine di oliva?

È allarme, nel comparto. I rincari su materie prime e costi energetici a cui devono rispondere le aziende produttrici si riflettono, inevitabilmente, sul costo finale dell’olio Evo e di tutta la gamma degli oli da olive. Una delle preoccupazioni maggiori di Assitol, l’Associazione Italiana dell’industria olearia, è la rinuncia da parte dei consumatori di uno dei prodotti più importanti per l’alimentazione e la salute. Anna Cane, presidente dell’Associazione, chiede alle istituzioni di sostenere il settore attraverso urgenti aiuti mirati

Olio Officina

Tutto aumenta. Quanto costerà acquistare l’olio extra vergine di oliva?

“Il momento è assai delicato – spiega Anna Cane, presidente del Gruppo olio di oliva dell’Associazione – le conseguenze del caro energia e del cambiamento climatico stanno danneggiando fortemente il settore”.

Infatti, per l’olio extra vergine di oliva si prospetta una stagione difficile, con il conseguente rischio dell’abbandono da parte dei consumatori di uno dei prodotti chiave della Dieta mediterranea, fondamentale per la salute e l’alimentazione.

La campagna olearia, ormai imminente, sarà di scarica, quindi con una produzione inferiore, e dovrà scontare mesi di clima estremo: prima il caldo desertico a partire da maggio, poi una serie di nubifragi in agosto.

Tuttavia, manca ancora più di un mese alla raccolta e molto dipenderà dalle condizioni meteorologiche di settembre che, se favorevoli, potrebbero compensare in parte gli effetti nefasti delle alte temperature e, al momento della frangitura, dalle rese effettive.

Rispetto alla campagna precedente, si prevede una produzione ridotta di quasi il 20%, attestandosi intorno alle 250mila tonnellate d’olio da olive.

Ben lontano dal fabbisogno del comparto che, tra mercato nazionale ed export, ammonta a circa 1 milione di tonnellate. Alla campagna di scarica e al clima imprevedibile, si deve aggiungere l’impennata dei costi energetici, ormai inarrestabile, e l’aumento di carta e vetro, essenziali per il packaging.

La sostenibilità non deve essere solo ambientale, ma anche economica e sociale, come sottolinea Anna Cane “Anche l’industria olearia deve sobbarcarsi bollette pesanti. L’energia è divenuta un costo insostenibile non soltanto per le imprese, ma per l’intera filiera”. Frantoiani e olivicoltori si vedono costretti a fronteggiare costi energetici quadruplicati.

Purtroppo, ci sono tutti i presupposti per una campagna olearia molto difficile e, come spiega la presidente dell’Associazione, nonostante “il settore oleario, da sempre a bassa marginalità, sia impegnato da mesi nel contenimento delle spese di gestione, le aziende non riescono più a fermare la continua ondata di aumenti. Evitare che i rincari su energia e materie prime si riflettano sul prezzo finale, seppure in minima parte, è quasi impossibile”.

Sarebbe opportuno, oggi più che mai, “il riposizionamento dei prezzi dell’extra vergine e dell’olio d’oliva, ridisegnato grazie ad una stretta collaborazione con la grande distribuzione”.

C’è bisogno di un urgente intervento da parte delle istituzioni, chiedendo al governo “di sostenere il nostro settore attraverso il Dl aiuti bis, alleggerendo le bollette energetiche delle imprese, come stanno già facendo Paesi Ue come Francia e Spagna, nostri competitors.  In questo modo si difende anche il carrello della spesa degli italiani, nella sua componente più salutare e tradizionale. Rischiare che il consumatore penalizzi ulteriormente l’acquisto dell’olio d’oliva vuol dire non tutelare la Dieta Mediterranea” conclude la presidente Anna Cane.

 

Si ringrazia per la notizia Silvia Cerioli

In apertura, foto di Olio Officina©

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