Economia

Boston, Providence, New York. Italia e Spagna insegnano l’olio

Add European extra quality to your life! Enjoy it’s from Europe. L’olio extra vergine di oliva oggi è conosciuto e apprezzato nell’universo mondo, ma non è ancora del tutto popolare. Ecco allora, fondamentale, l’iniziativa congiunta di due consorzi - Ceq Italia e QvExtra! - con il supporto dell’Unione europea

Luigi Caricato

Boston, Providence, New York. Italia e Spagna insegnano l’olio

Non è stato un salto nel buio, ma una interessante immersione in un mondo pronto ad accogliere novità e a misurarsi di continuo con le molteplici espressioni della qualità degli oli da olive.  

Io c’ero e ho potuto appurare lo stato della realtà. Negli Stati Uniti la presenza dell’olio extra vergine di oliva sta diventando sempre più centrale nella dieta degli americani, anche se non è del tutto avvertito in tutto il suo valore e non è stata ancora pienamente acquisita la cultura del corretto impiego, ma anno dopo anno cresce l’attenzione verso questo alimento/ingrediente/condimento al punto tale da renderlo sempre più essenziale. Prova ne è lo spazio guadagnato nei principali punti vendita, a partire dalla stessa Grande distribuzione. Vi sono anche negozi specializzati, interamente dedicati all’olio. Insomma, le premesse ci sono tutte per far diventare l’olio extra vergine di oliva un grasso alimentare popolare, ma in questa fase favorevole è necessario supportare il lancio del prodotto con iniziative specifiche. Da qui il progetto di due consorzi: Ceq Italia e, per la Spagna, QvExtra!

Parto dalla mia esperienza personale. Ciò che più mi ha sorpreso, tra i tanti viaggi di alfabetizzazione cui ho partecipato dagli anni Novanta a oggi, è il progressivo mutamento di scenario. Oggi c’è una maggiore attenzione generale e una accresciuta sensibilità. Quest’ultima mia esperienza, intento con altri esperti a veicolare una corretta cultura di prodotto, mi ha sorpreso perché a Boston, Providence e New York, la curiosità del pubblico che ha partecipato agli incontri programmati da Ceq e QVExtra era per davvero palpabile e ben più concreta di alte esperienze analoghe.

È stata programmata una azione congiunta su più fronti. Dal piccolo punto vendita alle catene della Grande distribuzione, dalle accademie frequentate da giovani allievi a scuole di cucina per adulti già formati. Ovunque si è predisposto un piano per risultare efficaci attraverso lezioni teoriche e dimostrazioni pratiche. E così, intervenuto in prima persona insieme con altri professionisti di varia formazione, ho potuto percepire l’interesse di quanto sono stati coinvolti in queste performance formative e, nello stesso tempo, il desiderio di conoscere e approfondire l’identità e la natura dell’olio extra vergine di oliva. 

Sono pertanto convinto che se i consumatori statunitensi abbiano ancora molto da imparare, perché non conoscono in maniera approfondita e totale questo prezioso alimento, il loro approccio è sicuramente cambiato. Infatti, buyer, giornalisti, food blogger e gli stessi docenti e allievi delle varie accademie, come pure i ristoratori e gli chef con cui siamo venuti a contatto, hanno aderito con piena consapevolezza e convinzione, dimostrando anche, attraverso i vari quesiti posti, di possedere una maggiore confidenza con il prodotto olio extra vergine di oliva.

La percezione che ho avuto è che sia ormai una materia prima data per acquisita nei suoi elementi fondamentali, e questo è senz’altro un segnale positivo, e sono anche certo che nei prossimi dieci anni – sì, perché il percorso di conoscenza richiede sempre tempo, una maturazione interiore e sociale – ci sarà ben presto un incremento dei consumi non più soltanto nei numeri, ma anche sul fronte delle scelte orientate alla qualità. Non è un caso, d’altra parte, che questo progetto sia stato voluto, con il supporto dell’Unione europea, proprio da due consorzi – Ceq Italia e Qv Extra! – nati proprio con il dichiarato scopo di promuovere e sensibilizzare i consumatori per condurli verso scelte sempre più consapevoli e sempre più ispirate a produzioni non più di una generica e rassicurante qualità, ma di una qualità alta e orientata verso l’eccellenza. 

 

 

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