Economia

Comparto oleario ed effetti Covid-19. Siamo chiamati a una svolta

Le imprese olearie hanno servito costantemente le richieste della grande distribuzione, ma non tutte le aziende sono riuscite a vendere i propri oli. Occorre fare in modo che l’inevitabile crisi economica che seguirà immediatamente non sfaldi del tutto quanto di buono è stato realizzato negli ultimi decenni. Siamo tutti chiamati a inventarci un nuovo corso per non veder ridimensionati i consumi di olio extra vergine di oliva al giusto prezzo

Luigi Caricato

Comparto oleario ed effetti Covid-19. Siamo chiamati a una svolta

La crisi scatenata da Covid-19 non ha coinvolto al momento il settore oleario in modo sensibile. Anche perché restando tutti chiusi in casa si sono incrementati i consumi alimentari, e molti hanno fatto grandi scorte di cibo per assicurarsi di che nutrirsi, in modo da far fronte all’imponderabile.

Le imprese olearie hanno servito costantemente le richieste della grande distribuzione, in maniera ininterrotta. Si è lavorato molto ma non c’è stato tuttavia un grande incremento di consumi. 

Secondo i dati IRI Infoscan, si è registrato in marzo solo un debole + 2,1%. Così, se i grandi marchi del comparto oleario non hanno sofferto, i problemi li hanno invece riscontrati soprattutto le piccole e medie aziende, le quali sono in pochi casi forniscono i supermercati. 

Non riuscendo ad avere un contatto con i consumatori, attraverso la vendita diretta, le piccole realtà produttive stanno soffrendo molto in questo periodo. Sono entrate in crisi perché la chiusura forzata dei ristoranti ha interrotto peraltro il flusso di vendite nel canale Horeca. Di conseguenza, a parte le aziende leader nella vendita a domicilio, che si sono avvalse in maniera strutturata ed efficace dei vantaggi scaturiti dal commercio on line, le piccole imprese ancora non riescono a trovare spazi commerciali adeguati. 

Riguardo al futuro, non ci sono ancora progetti definiti, si naviga a vista, e ciò non è certamente un bene per il settore. Anche perché l’export subirà con certezza un ridimensionamento, per via delle problematiche conseguenti alla diffusione del coronavirus. 

Previsioni sul futuro, per sapere quando si tornerà alla normalità, non sono oggi possibili. Sicuramente si tratterà di pianificare sin da subito una strategia comune per il dopo, per capire come ripartire quanto meno dopo l’emergenza. Non ci sono finora segnali al riguardo. Ciascuna azienda si muove e pianifica per conto proprio, mentre sarebbe opportuna e necessaria una programmazione condivisa ed estesa a tutti i Paesi produttori.

Occorre fare in modo che l’inevitabile crisi economica che seguirà non sfaldi del tutto quanto di buono è stato realizzato negli ultimi decenni. Siamo tutti chiamati a una svolta, in modo da dare un nuovo corso ai consumi di olio extra vergine di oliva, così come a tutta la categoria degli oli da olive. Si tratta di ripartire, con grande determinazione e coraggio, ma soprattutto con una visione comune, partecipata e condivisa.

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