Economia

Il governo spagnolo si sta impegnando per una Pac inclusiva

Si punta a una Pac che rifletta tutte le realtà dell'agricoltura spagnola. Il ministro dell’agricoltura, Luis Planas, e il ministro regionale dell’agricoltura della Junta dell’Andalusia, Carmen Crespo, si sono incontrati per analizzare lo stato di preparazione del piano strategico della Politica Agricola Comune, da presentare alla Commissione europea entro il primo gennaio 2022

Olio Officina

Il governo spagnolo si sta impegnando per una Pac inclusiva

La riunione fa seguito alle conferenze settoriali del 14 luglio e del 21 ottobre, in cui il ministro e i ministri regionali delle comunità autonome hanno discusso i principali elementi delle modalità di attuazione del piano strategico della Pac, permettendo di stabilire il quadro che dovrebbe portare alla sua finalizzazione prima della data stabilita dal regolamento comunitario.

Il ministro Planas ha spiegato al ministro Crespo che questi metodi di applicazione della Pac rispondono alle esigenze e alla realtà dell’agricoltura e dell’allevamento andalusi. Questo avviene sia per quanto riguarda la definizione di agricoltore attivo, sia per il sostegno al reddito di base e le regioni di pagamento, ma anche per ciò che concerne i pagamenti ridistributivi, gli ecosistemi e gli aiuti associati e settoriali.

Planas ha sottolineato che l’approccio del ministero è stato inclusivo, in modo che sia possibile riflettere tutte le realtà dell’agricoltura spagnola senza esclusioni. Tutto questo, considerando il peso dell’agricoltura andalusa nell’intero settore in Spagna, e tenendo conto del quadro normativo in cui si sviluppa il Piano, stabilito dal regolamento comunitario e dalle raccomandazioni che la Commissione europea ha reso pubbliche per ogni Stato membro nel dicembre 2020.

Gli ecoschemi o gli aiuti volontari per gli agricoltori e gli allevatori, per la realizzazione di pratiche benefiche per l’ambiente, sono stati il tema principale affrontato durante la riunione. Il ministro Planas ha informato il ministro regionale Crespo che gli ecoschemi, così come sono concepiti nel regolamento, devono essere destinati a misure con una chiara finalità ambientale e che il loro importo deve essere calcolato secondo la procedura ivi stabilita. A quest’ultimo proposito, Planas ha sottolineato che non è possibile collegare questi importi alle regioni che non hanno una chiara finalità ambientale, come previsto dal regolamento e ribadito negli orientamenti della Commissione.

In un contesto più ampio, il ministro Planas ha evidenziato il cambiamento che questa Pac implica rispetto alle precedenti riforme. I concetti per i quali è stato ricevuto l’attuale pagamento verde o “greening” sono diventati requisiti della cosiddetta cross-complicance. Gli ecoschemi, da parte loro, devono essere pratiche che vanno oltre questi requisiti, che devono permettere di raggiungere gli obiettivi ambientali specifici stabiliti nel regolamento sui piani strategici e nel Piano presentato dalla Spagna stessa.

La Pac, come altre politiche comunitarie, fa parte della risposta alla sfida del cambiamento climatico e dell’ambiente, introducendo un cambiamento nell’orientamento di questa politica, che si riflette nella percentuale minima di spesa del 40%, che deve essere destinata a misure ambientali e climatiche nella Politica Agricola Comune nel suo complesso. L’ambizione ambientale dovrebbe essere mantenuta anche nelle misure del secondo pilastro (sviluppo rurale), con un tasso minimo di spesa ambientale del 35%, mentre si rafforza la condizionalità, compresi gli attuali requisiti di greening. Sono stati introdotti anche i nuovi ecoschemi, che devono rappresentare almeno il 25% delle spese del primo pilastro (aiuti diretti e di mercato), anche se in Spagna, applicando la possibilità offerta dal regolamento, la percentuale sarà ridotta al 23%, in cambio di un aumento delle spese ambientali per lo sviluppo rurale.

Il ministro ha sottolineato che “questa Pac rappresenta un’opportunità per l’Andalusia” e ha aggiunto che “il modo in cui l’agricoltura e l’allevamento andalusi saranno in grado di adattarsi al nuovo scenario, e il modo in cui lo stesso governo regionale andaluso contribuirà a questo cambiamento, determinerà come potranno sfruttare al massimo gli aiuti della nuova Pac a partire dal 2023”. Inoltre, si è detto aperto a mantenere un clima di dialogo costruttivo.

Il piano che la Spagna presenterà entro il 31 dicembre prossimo sarà il risultato di più di due anni di lavoro con le comunità autonome, le organizzazioni agricole, le organizzazioni ambientali, le organizzazioni rurali, insieme a contatti regolari con la Commissione europea e gli altri Stati membri.

Planas, infine, ha ricordato che è la Commissione europea che avrà l’ultima parola sul piano presentato dalla Spagna, ed è per questo che c’è una collaborazione molto stretta con i suoi servizi, in modo che la procedura di approvazione possa essere conclusa in modo soddisfacente.

Foto in apertura di Olio Officina

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