Economia

Italia e Spagna olearia a confronto

In un unico ed essenziale grafico il quadro della realtà, dalla campagna olearia 1990-91 alla campagna 2013-14. Le considerazioni a voi

Massimo Occhinegro

Italia e Spagna olearia a confronto

A fronte di una produzione più o meno stabile italiana, si può apprezzare la forte crescita della produzione spagnola, fatta eccezione per la campagna 2012/2013.

Sul fronte dell'export verso i Paesi al di fuori dell'Unione Europea, si può notare la diminuzione del gap dell'export tra Italia e Spagna negli ultimi anni. Ciò è dovuto principalmente all'affermazione del prodotto spagnolo soprattutto nei nuovi mercati della Russia e della Cina.

A monte del quasi "sorpasso" spagnolo, ci sono ragioni di egemonia produttiva, maggiore efficienza nelle campagne promozionali divulgative promosse da tutto il comparto spagnolo nel suo insieme. Tale percorso porterà ad un aumento dell'egemonia del "gusto spagnolo" nel mondo creando non pochi problemi all'Italia che al contrario manca di una vision, nonchè di una strategia comune a tutta la filiera che appare, al contrario di quanto avviene in Spagna, molto slegata e perciò meno forte.

Ad aggravare il tutto le campagne mediatiche contro, di ispirazione italiana e riprese dagli stessi competitors a proprio ulteriore vantaggio oltre che da media internazionali.

La foto di apertura è di Luigi Caricato

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donato carone

donato carone

06 maggio 2015 ore 10:15

Questo articolo come altri mette in evidenza l'inequità dell'IMU a carico degli agricoltori. Io direi che l'iniquità interessa tutti i soggetti proprietari di terreni agricoli. Infatti chi non svolge l'attività di coltivazione come attività principale avendo un altro lavoro paga cumula i redditi catastali dei terreni agli altri redditi e paga già una tassazione proporzionalmente elevata. Giustamente potrei anche aggiungere.
Ma a questo punto che si pretenda da costoro una "patrimoniale" su beni ereditati e frutto del lavoro di intere generazioni di avi è troppo. Spesso la gestione di questi terreni è in perdita è viene portata avanti per puro spirito affettivo.
Inoltre la normativa non ha preso in considerazione un'altra serie di situazioni molto diffuse. Mi riferisco ai casi nei quali la proprietà dei terreni è di un familiare ma la titolarietà dell'azienda è di un altro. Per esempio il terreno è del padre ma lo conduce il figlio, oppure è della moglie e lo conduce il marito. Anche in questi casi la norma non perdona. Si paga la patrimoniale (zone svantaggiate..).

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