Economia

Nuovo “patto” nel nome dell'olio

La via del dialogo tra produttori, Horeca e consumatori. "L'incidenza media è del tre per cento sul pasto ma i vantaggi nel tempo premiano". Ne parlano i vertici del Ceq a Olio Officina Food Festival.

Monica Sommacampagna

Nuovo “patto” nel nome dell'olio

“In questo momento storico i produttori devono stringere un accordo con i consumatori e confrontarsi con i ristoratori per fare comprendere il valore dell'olio italiano. Dobbiamo puntare sull'informazione e sulla formazione”. Con queste parole Elia Fiorillo, presidente del Consorzio di garanzia per l'olio extra vergine di qualità, ha invitato il pubblico di Olio Officina Food Festival - e non solo - a fare “sistema” per creare nuove economie di scala nel comparto.

Come? Lo ha spiegato Mauro Meloni, direttore dell'ente, che non ha nascosto le difficoltà:”Se il consumatore oggi presta maggiore attenzione al prezzo, il ristoratore d'altra parte spesso vede l'olio di qualità come un costo, raramente pensa a quanto incida sulla bontà o sulle caratteristiche di un piatto”. Le opportunità di cambiare registro, comunque, ci sono. E se sta crescendo l'interesse per i “carrelli di oli” di diverse provenienze e cultivar, tutti concordi sulla stigmatizzazione dell'uso dell'ampolla, nemica numero uno della qualità di qualsiasi olio.

Impegnato in un'opera di divulgazione del valore qualitativo dlel'olio all'Horeca, Meloni ha proposto ai ristoratori in sala di investire 3-5 euro in bottiglie da 100 ml per una media di 4 consumatori in modo da stimolare un consumo a tavola più oculato. “L'incidenza media è del 3% sul pasto ma i vantaggi nel tempo premiano” ha concluso il direttore del Ceq.

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