Economia

Perché lo Stato italiano non crede nella ricerca Ogm?

Dal 2002 in Italia non è possibile fare sperimentazione di campo con piante geneticamente modificate, a causa della mancata applicazione delle Direttive europee. In tutti i Paesi del mondo, invece, non si pone alcun freno al progresso. Eppure i cittadini hanno diritto di verificare i benefici che i prodotti biotecnologici possono offrire per il miglioramento dell’efficienza dei sistemi di coltivazione, la riduzione dell’impatto dei sistemi agricoli sull’ambiente e il miglioramento di qualità e sicurezza degli alimenti

Eddo Rugini

Perché lo Stato italiano non crede nella ricerca Ogm?

Al futuro non si può rinunciare. Cerco di non arrendermi alla insensibilità del nostro Stato relativamente agli Ogm. A gennaio io e il professor Bruno Mezzetti abbiamo scritto una lettera a vari ministri con allegata una lista di piante Ogm – oltre trenta - in attesa di essere sperimentate in campo e che riporto qui in coda, in modo che i lettori di Olio Officina possano prenderne visione. 

Abbiamo fatto di tutto pur di sensibilizzare l'opinione pubblica sulla importanza degli Ogm e presto, questa anomalia tutto italiana, sarà oggetto anche di una interrogazione parlamentare. Il 30 maggio è stata infatti depositata una specifica richiesta da parte dell’on. Riccardo Magi.

Intanto, ecco, per i lettori di Olio Officina, la lettera rivolta alle Istituzioni

Alla Cortese attenzione:

Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, On.Teresa Bellanova 

Ministro dell’Ambiente, on. Sergio Costa 

Presidente della Conferenza Stato Regioni    

Membri parlamento europeo, Bruxelles

on. Paolo De Castro  

on. Angelo Ciocca

on. Giuseppina Picierno

        pc:  

        Presidente del Consiglio, prof. Giuseppe Conte

        Presidente Parlamento Europeo, on. Davide Sassoli

        Direttore EFSA, dr Bernhard Url

        sen. Elena Cattaneo

OGGETTO: Richiesta applicazione direttiva EU2001/18 e DDL 224/2003 per autorizzazione sperimentazioni in campo di piante geneticamente modificate (OGM)

Dall’anno 2002 in Italia non è possibile fare sperimentazione di campo con piante geneticamente modificate (Ogm) a causa della mancata applicazione delle Direttive europee da parte dello Stato Italiano. 

Mentre la sperimentazione progredisce in tutti i Paesi del mondo, in particolare nel settore privato, in Italia i ricercatori sono costretti a limitare i loro studi alla messa a punto di protocolli di modificazione genetica in laboratorio o al massimo, limitatamente ad alcune piante erbacee, in celle climatiche, senza poter quindi valutare il risultato finale delle loro ricerche. Ciò comporta un vantaggio per i gruppi di ricerca stranieri, siano essi privati o pubblici, sia in termini di benefici economici sia di sviluppo di nuove tecnologie, nonché di nuove piante capaci di rendere i sistemi produttivi più efficienti e a basso impatto, con colture più sicure per l’ambiente e per i consumatori. 

L’innovazione genetica è fondamentale per la salvaguardia dei nostri sistemi agricoli sempre più affetti dai cambiamenti climatici e dalla diffusione di nuove malattie. Per affrontare queste emergenze e garantire la sostenibilità della nostra agricoltura è fondamentale migliorare l’efficienza delle piante in tempi rapidi, avvalendosi di tutte le tecnologie disponibili, comprese le biotecnologie applicate.

La mancanza dell’applicazione del DDL224/2003, recepimento della direttiva EU 2001/18, dovuto principalmente alla mancata firma dei protocolli introdotti dal Decreto Alemanno del 2005, ha provocato il completo blocco della sperimentazione in pieno campo da quasi 20 anni delle numerose piante geneticamente modificate ottenute dalla ricerca pubblica italiana (vedi elenco allegato), oscurando di fatto la conoscenza sui potenziali benefici e la valutazione dei rischi dei nuovi prodotti biotecnologici. 

I cittadini del nostro Paese hanno il diritto di verificare i benefici che i prodotti biotecnologici possono offrire per migliorare l’efficienza dei sistemi di coltivazione, per ridurre l’impatto dei sistemi agricoli sull’ambiente e per migliorare la qualità e la sicurezza dei prodotti, anche quelli di interesse locale. Ciò è possibile solo se possono essere mostrati i risultati della ricerca nazionale nel settore biotecnologico direttamente agli agricoltori, agli operatori tecnici, ai comunicatori e consumatori.

L’autorizzazione a nuove sperimentazioni in campo con piante OGM, molte delle quali giacciono da molti anni presso i diversi laboratori italiani, offre la possibilità ai gruppi di ricerca accademica o privata di mostrare come queste tecnologie offrano soluzioni utili a rendere più sostenibili e sicure le nostre filiere agricole. Al contrario, negare la sperimentazione in pieno campo comporta uno spreco di risorse e la perdita di competenze scientifiche, compresa la capacità di controllo da parte della ricerca pubblica italiana su quella privata straniera. 

Inoltre, la mancata introduzione di nuovi prodotti migliorati per qualità e quantità costringe il nostro Paese, come avviene da molti anni, ad acquistarli oltre oceano a prezzi maggiorati con perdita di lavoro e di reddito da parte delle nostre aziende agricole.      

La direttiva OGM (2001/18) e il decreto di recepimento 224/2003 già prevedono tutte le norme necessarie per condurre le prove sperimentali in sicurezza, così come vengono effettuate in tutti gli altri Paesi Europei. I protocolli sperimentali previsti dal decreto Alemanno del 2005, richiesti solo nel nostro Paese, risultano quindi inutili e inappropriati. 

Per questo motivo, i possessori delle piante modificate e firmatari di questa lettera, chiedono di semplificare la procedura di autorizzazione delle notifiche di sperimentazione (notifiche di tipo B), adottando quanto previsto dal DL 224/2003, nel rispetto della Direttiva 2001/18 e delle linee guida proposte dall’EFSA. Ciò potrà creare le condizioni per riavviare la sperimentazione in pieno campo di piante OGM ottenute da diversi laboratori di ricerca pubblici (Università, CNR, CREA) e privati Italiani. 

Sulla base di quanto premesso, reiteriamo la nostra richiesta di avviare le procedure per permettere la sperimentazione in pieno campo di tutte le piante elencate nella tabella in allegato. 

Apartire dalle prossime settimane, sarà stilata la “Notifica di Sperimentazione” per ogni singolo evento in elenco e tutte assieme saranno presentate, secondo la normativa vigente, agli uffici competenti nazionali e dell’UE, per poter iniziare le sperimentazioni quanto prima.

In attesa di un cortese cenno di riscontro porgiamo distinti saluti.

        Per i RICERCATORI del settore delle biotecnologie genetiche vegetali che hanno compilato la tabella in allegato

Prof. Eddo Rugini

Prof. Bruno Mezzetti

Professor of Arboriculture, Department of Agricultural, Food and Environmental Sciences, Polytechnic University of Marche, Ancona

        Per UNASA (Unione Nazionale delle Accademie per le Scienze Applicate allo Sviluppo dell'Agricoltura, alla Sicurezza Alimentare ed alla Tutela Ambientale) 

        Per ACCADEMIA GEORGOFILI 

        per ACCADEMIA NAZIONALE OLIVO E OLIO

La foto di apertura è di Olio Officina

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