Cook

Il tocco da maestro: Lorenzo n. 5

E’ un Nocellara in purezza, un extra vergine che si presenta con una veste ben curata. A firma Manfredi Barbera & Figli, storica azienda olearia siciliana con sede operativa a Custonaci, in provincia di Trapani, si fa notare per eleganza olfattiva, gustativa e tattile e la classica nota di pomodoro

Luigi Caricato

Il tocco da maestro: Lorenzo n. 5

Il successo riscontrato a Olio Officina Festival è di quelli che lasciano il segno. A molti è piaciuta la veste con cui si presenta in tutta la sua eleganza. Un abbigliaggio ben curato, come ve ne sono pochi in circolazione. E poi, questa eleganza non si ferma solo al lato estetico, anche al momento dell’assaggio si fa notare copn grande evidenza: al naso, al palato, al gusto.

Il colore è verde, ma dai riflessi dorati intensi, limpido alla vista.
All’olfatto si apre con la classica nota di pomodoro cui ci hanno ormai abituato gli oli siciliani. In questo caso specifico il pomodoro è di quelli maturi, ben calibrato da quei richiami erbacei che lo rendono più connotante. E’ un’erba fresca, verde.

Al palato ha buona fluidità, si percepisce subito la morbidezza e l’armonia, un’eleganza e finezza, ben bilanciata e supportata da una sapidità che si ritrova netta al gusto.

E’ un gusto tutto vegetale, con sensazioni di carciofo in particolare, ma anche l’erba di campo, che si ritrova anche in chiusura. I toni amari e piccanti, ben presenti, sono persistenti e ben dosati, con in più un tocco gradevolmente speziato nel finale.

In chiusura, infine, nella percezione retro-olfattiva, si scorge una lieve punta di piccante, unitamente a una nota di mandorla ed erba di campo.

La materia prima di partenza del Lorenzo n. 5 della Manfredi Barbera è l’oliva Nocellara del Belice. In particolare, quest’olio è ottenuto dalla frangitura di olive denocciolate.

E’ un olio da tutto pasto, versatile, utile a crudo, dove spicca la sua personalità in maniera netta, ma anche in cottura, dove trova collocamento su molte combinazioni, propiro in ragione di un frutatto medio che ben si presta a svariati impieghi.

Da provare con spaghetti al pesto trapanese, come pure con un macco di fave.

Iscriviti alle
newsletter