Cook

Morbido e dolce, il Qitterra Selezione Mediterraneo

Saggio Assaggio. È un extra vergine versatile, che si apre al naso con profumi fruttati medio leggeri e dai richiami netti all’oliva, con sentori di erbe di campo e mandorla. Un modo nuovo di concepire, sul mercato italiano, la presenza di extra vergini di provenienza estera con un profilo di alta qualità. Per la sua specificità, è consigliato anche per l'alimentazione dei bambini, poco inclini come sono ad accogliere gusti troppo accentuati

Luigi Caricato

Morbido e dolce, il Qitterra Selezione Mediterraneo

La famiglia Bono è particolarmente attiva nel mondo dell’olio e detiene più di un primato.

Due in particolare vanno segnalati: il fatto di essere il più grande frantoio della Sicilia e quello di essere nel contempo azienda leader in assoluto nella produzione di extra vergini made in Sicilia certificati Dop e Igp.

Apprezzo molto che abbiano affiancato al marchio “Bono”, che coincide con il cognome, un altro a nome “Qitterra”, a dimostrazione che le aziende devono crescere e ampliare il proprio raggio d’azione.

Vi sono due versioni di extra vergini “Qitterra”: il “Selezione Mediterraneo”, che qui recensiamo, e il “Selezione Mediterraneo Biologico”.

Il primo è frutto di una selezione di diverse cultivar di olivo, tra cui (in prevalenza) l’Arbequina e l’Arbosana.

Alla vista l’olio si presenta di color giallo intenso, limpido e dai riflessi dorati.

Al naso si apre con profumi fruttati medio leggeri dai richiami netti all’oliva, e con sentori di erbe di campo e mandorla.

Al palato è morbido e carezzevole, dall’impatto dolce, con sensazioni vellutate e una gradevole fluidità. Sono piacevoli anche le note mandorlate e i richiami aromatici a diversi ortaggi che si avvertono in chiusura, dove si scorge una lieve e piacevole sensazione di piccante.

Come utilizzarlo? È un olio da tutto pasto, versatile, adatto a crudo su pietanze dal gusto delicato, ma in particolare in cottura, così come in frittura.

È consigliabile pure per l’alimentazione dei bambini, poco inclini come sono ad accettare oli amari e dal gusto troppo accentuato.

Questa recensione è possibile leggerla anche sul numero 24 di Oliocentrico, rivista edita da Olio Officina

TAG:

Per commentare gli articoli è necessario essere registrati
Se sei un utente registrato puoi accedere al tuo account cliccando qui
oppure puoi creare un nuovo account cliccando qui

Commenta la notizia

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.