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Puro succo di Yuzu

Si tratta di un agrume originario della Cina, dove cresce allo stato selvatico, e che nel tempo si è diffuso, con grande successo, anche in Corea e in Giappone. Non è né un limone né un arancio, ma un ibrido tra mandarino e papeda

Daniele Tirelli

Puro succo di Yuzu

YUZU
Questa bottiglietta da 100ml, di puro succo (equivalente a 1 kg di frutti), pressato a mano dalla azienda giapponese Kitomura, costa 10 € (A Londra 18 £!) ... Li vale? Dipende dai gusti! Aggiunto ai piatti di pesce li arricchisce di una sfumatura deliziosa (e i Giapponesi che ne vanno pazzi, di pesce se ne intendono!)

Lo Yuzu è un agrume originario della Cina dove cresce allo stato selvatico, che si è diffuso, con grande successo, in Corea e in Giappone.
Il migliore cresce nell’isoletta di Shikoku, nell’area Sud-Est del Giappone, ed è una specialità del villaggio chiamato Kito.

Lo yuzu (Citrus junos, ovvero incrocio tra Citrus ichangensis e Citrus reticulata var. austera) (in giapponese ユズ, 柚, 柚子 (yuzu); in coreano 유자 (yuja); in cinese 柚子, yòuzi) non è né un limone né un arancio, ma un ibrido tra il mandarino e il papeda.
Molto acido (pH 2.7) contiene anche zuccheri (9 gradi Brix). Per inciso, il papeda a sua volta pare sia uno ibrido tra cedro e la lime.
Paradossalmente, in Italia lo Yuzu è stato usato tempo addietro in Italia come porta-innesto di altri agrumi.

Lo yuzo, combinato con il sudachi e/o il kabosu è un ingrediente basilare per il ponzu una salsa di soja specifica per il pesce. Ovviamente essendo entrato di fatto nelle tendenze della international cuisine e delle varie fusion è molto ricercato dagli chef più illustri nel mondo.
Aggiunto (da me) al mojito gli conferisce un tono nuovo e interessante.
In Giappone chi può permetterselo aggiunge due dozzine di yuzu nel bagno caldo da effettuarsi il giorno del solstizio d’inverno.

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