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Un olio d’Abruzzo, a firma della famiglia Marramiero

SAGGIO ASSAGGIO. Un extra vergine espressione delle cultivar Dritta, Frantoio, Maurino, Itrana e Leccino. Al naso sentori erbacei e vegetali, con il carciofo in evidenza, i tratti floreali e una scia mandorlata

Ilaria Santomanco

Un olio d’Abruzzo, a firma della famiglia Marramiero

La famiglia Marramiero opera nel cuore dell’Abruzzo da oltre un secolo, dedicandosi con successo alla coltivazione di vigneti e oliveti in diverse tenute fra i comuni di Rosciano e Ofena. Montepulciano, Trebbiano e Pecorino sono le varietà predilette tra i vitigni, mentre in ambito olivicolo le attenzioni sono riservate alle cultivar Dritta, Frantoio, Maurino, Itrana e Leccino.

La bottiglia è elegante, di vetro scuro, cilindrica, con spalla arrotondata. L’etichetta, di forma originale, si sviluppa in lunghezza, distribuendo le lettere che compongono il nome Marramiero in tante piccole caselle colorate, una per lettera. Ai capi, il logo dorato dell’azienda campeggia in alto, l’indicazione merceologica in basso. Il risultato è gradevole e invitante.

Nel blend in oggetto il colore è verde con lampi dorati. Al naso si colgono sentori erbacei e vegetali, con carciofo in evidenza, tratti floreali e una scia di mandorla. In bocca le componenti di amaro e piccante sono ben dosate e formano un equilibrio armonico.

Questa recensione è possibile leggerla anche sul numero 18 del mensile Oliocentrico, rivista edita da Olio Officina

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