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Una bassa acidità che merita l’Oro

Nell’ambito di Olio Officina Festival 2016, aveva colpito molto positivamente la degustazione del Sagra Oro Bassa acidità. Un olio da tutto pasto, versatile, ben connotato, con amaro e piccante netti ma ben dosati, sapido, armonico, di buona palatabilità

Luigi Caricato

Una bassa acidità che merita l’Oro

Si presenta sullo scaffale in bottiglia da litro, con la denominazione merceologica olio extra vergine di oliva. Ottimo nel rapporto qualità-prezzo-rendimento. I prezzi di un extra vergine, si sa, non sono mai fissi, cambiano in base al punto vendita, ma il prezzo è giusto, intorno ai sei euro nella grande distribuzione, per chi voglia disporre di un olio versatile, aperto a una molteplicità di impieghi, giacché ha personalità senza venir meno a un’armonia che vede tutte le note olfattive, gustative e tattili ben combinate tra loro.

Il banco di prova è sempre nel momento in cui l’olio lo si apprezza in purezza, per quello che si percepisce una volta versato nel bicchiere, così da scorgerne tutte le peculiarità. Una prima degustazione, avvenuta a Milano nell’ambito di Olio Officina Festival 2016  in gennaio, aveva sorpreso per la personalità con cui si presentava all’assaggio, sin dalle note olfattive, dal frutttato verde. La stessa bottiglia, ben conservata dopo essere stata aperta, è stata ridegustata, scorgendone la buona tenuta e stabilità, segno di un olio ben strutturato.

Si tratta del Sagra Oro, un 100% italiano con ben evidenziato il riferimento alla bassa acidità, un particolare importante per il consumatore, che da molti anni ormai resta in qualche modo colpito e incuriosito da una definizione che è magistrale marketing: bassa acidità. Tutto si basa su un messaggio molto chiaro, che si legge in retroetichetta: “Minore è il valore dell’acidità, migliore è la qualità dell’olio”. L’acidità libera dichiarata è dello 0,3%, “oltre due volte inferiore ai limiti della normativa comunitaria”, così come è riportato in etichetta.

Sempre l’etichetta, inoltre, riporta molto opportunamente sul retro le indicazioni di rito, a conferma che non è solo il parametro della bassa acidità a rendere tale olio di qualità superiore, ma nel contempo anche i parametri relativi all’indice dei perossidi, alle cere e ai valori ricavati dalla spettrofotometria.


SAGGIO ASSAGGIO

Verde dai riflessi dorati intensi, è limpido vista. Al naso si apre con profumi vegetali di carciofo, dalle nette connotazioni erbacee. Lo si può classificare “fruttato intenso”, ed emergono sin da subito le note verdi, caratteriustiche l’oliva non del tutto matura.
In bocca è pulito, di buona fluidità, con una sensazione al palato morbida , armonica, con note amare e piccanti marcate, ma ben dosate, ecomplessivamente quilibrato, in lina con ciò che si avverte anche in chiusura, nelle sensazioni retro-olfattive, dove si avverte una punta netta e persistente di piccante, unitamente a richiami vegetali di carciofo.

Come utilizzarlo. Essendo un olio versatile, il Sagra Oro Bassa acidità di Salov si presta a ogni impiego, a crudo come in cottura. Adatto sia per le alte temperature della frittura (per esempio con i carciofini), o per cotture prolungate, come nel caso della preparazione del ragù. Utile per condire insalate, verdi o di mare (in tal caso meglio dosare con moderazione, avendo un alto effetto condente ne basta versarne un poco), altrettanto efficace con piatti a base di carne, sia essa bianca o rossa; allo stesso modo, ben si presta con piatti a base di verdure e legumi, anche in ragione delle sue note vegetali, che contribuiscono a esaltare maggiormente, potenzianandone il gusto, tutti gli altri alimenti con cui si lega molto volentieri.

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