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È giunto il momento di impiegare le risorse genetiche dell’ulivo

Di importanza fondamentale per la ricerca, restano circoscritte e conservate solo nelle banche del germoplasma. Vari fattori, tra cui la mancanza di collaborazione tra quest’ultime e gli agricoltori, non ne ha permesso il pieno sfruttamento. Nel progetto Gene4olive, che vedrà il coordinamento da parte del Crea e il coinvolgimento di sedici istituzioni scientifiche, l’obiettivo è studiare le varietà di ulivo per valutare le più resistenti alle avversità biotiche e ottenere risposte in merito ai cambiamenti climatici

Olio Officina

È giunto il momento di impiegare le risorse genetiche dell’ulivo

L’olivicoltura del futuro ha bisogno di varietà capaci di far fronte alle condizioni ambientali e climatiche in continuo cambiamento, e di affrontare le nuove emergenze fitosanitarie, prima tra tutte Xylella fastidiosa. Per cercare di selezionare queste varietà è partito, ad ottobre 2021 un progetto di ricerca internazionale, finanziato dall’Unione europea in relazione ai bandi del programma Horizon 2020, dal titolo “Mobilizzazione delle risorse genetiche dell’olivo attraverso attività di pre-selezione per affrontare le sfide future e sviluppare una interfaccia intelligente per assicurare la disponibilità di informazioni affidabili per gli utenti finali”, Gene4olive, che vede coinvolti sedici enti di ricerca e il Consiglio Oleicolo Internazionale, delle sette nazioni seguenti: Spagna, Italia, Francia, Germania, Grecia, Turchia, Marocco, che si concluderà a giugno del 2024.

Premessa

I cambiamenti climatici e le malattie emergenti minacciano la produzione olivicola mondiale. L’erosione genetica, cioè, l’estinzione delle varietà di olivo, comporta un rischio elevato per il futuro dell’olivicoltura, perché solo il 5 % delle varietà di olivo presenti nel mondo viene sfruttato commercialmente.

Le risorse genetiche dell’olivo esistenti potrebbero offrire risposte e soluzioni sia ai cambiamenti climatici che alle avversità biotiche, ma queste rimangono non sfruttate a causa del limitato sviluppo delle attività di pre-breeding e della mancanza di collaborazione tra le banche del germoplasma e gli agricoltori/vivaisti.

Pertanto, le risorse genetiche dell’olivo rimangono non sfruttate e non utilizzate, e semplicemente conservate solo nelle banche del germoplasma.

Le varietà di olivo delle collezioni internazionali non possono rimanere “dormienti” ma devono essere valorizzate da azioni specifiche che le aiutino a diventare attive, esplorabili e trasferibili agli utenti finali. Questo è l’obiettivo principale del progetto Gen4olive.

Obiettivi specifici

Il progetto prevede lo sviluppo di protocolli comuni per caratterizzare la resilienza di numerosi genotipi di olivo alle condizioni climatiche estreme (gelate, siccità), la loro resistenza ai parassiti e alle malattie più importanti, ma anche lo studio dei tratti agronomici più significativi.

Inoltre, saranno definiti protocolli comuni per l’analisi della qualità dell’olio di oliva monovarietale delle varietà in collezione (composti fenolici, acidi grassi e composti volatili) al fine di caratterizzare la qualità merceologica, nutrizionale e salutistica delle numerose varietà presenti nelle cinque collezioni internazionali dei partner del progetto.

Compiti del Crea

Il Crea Centro di ricerca olivicoltura, frutticoltura ed agrumicoltura, soprattutto attraverso la sua sede di Rende che ha realizzato la più grande collezione di germoplasma olivicolo italiana presso l’azienda Arsac di Mirto Crosia, e che è specializzata in olivicoltura ed elaiotecnica, parteciperà a tutti gli obiettivi e a tutte le azioni del progetto con il suo team multidisciplinare di ricercatori.

Sono previsti test di tolleranza/resistenza nei confronti dei principali patogeni dell’olivo: Xylella fastidiosa, Verticillium Dhaliae, Bactrocera oleae; ma anche prove di resistenza agli stress abiotici, in particolare, alla siccità e alle gelate. In particolare, il Crea è Task leader delle prove di tolleranza/resistenza dei genotipi di olivo al batterio Xylella fastidiosa, che sta causando danni inestimabili all’olivicoltura della Puglia e che minaccia di estendersi ad altre Regioni italiane.

Pertanto, compito del Crea sarà quello di saggiare, mediante inoculo presso l’azienda Crea di Monteroni di Lecce, più di 300 genotipi, parte italiani e parte stranieri, della collezione del Crea, sede di Rende. Saranno testate 155 varietà della collezione del Crea, la maggior parte italiane, alcune delle quali comuni alle cinque collezioni internazionali, e più di 200 genotipi di olivo provenienti dalle altre collezioni.

Saranno utilizzati anche nuovi genotipi, ottenuti da incrocio controllato, effettuato negli anni passati da alcuni partner, e sarà approfondita la conoscenza elaiografica, cioè, morfo-bio-agronomica e molecolare, del germoplasma in collezione e di individui wild.

Resistenza o tolleranza alla Xylella?

Riguardo la resistenza a Xylella fastidiosa, attualmente, sono stati riportati risultati interessanti solo per le varietà Leccino e FS17. Si tratterebbe però, più di tolleranza, che di vera resistenza.

Per questo è importante scoprire selezionare nuovi genotipi tolleranti/resistenti per ampliare la scelta varietale, ai fini della realizzazione di nuovi impianti intensivi e super intensivi, indispensabili per salvaguardare e ricostituire il paesaggio olivicolo e garantire il reddito degli olivicoltori.

L’individuazione di genotipi tolleranti o resistenti deve tener conto anche della loro produttività e della qualità degli oli ottenuti, privilegiando soprattutto varietà autoctone e nazionali, che possano caratterizzare e valorizzare i territori d’origine.

Tutto ciò per rilanciare la filiera olivicolo-olearia italiana e dare una risposta concreta alle esigenze dei vivaisti, degli olivicoltori, dei consumatori e dei cittadini pugliesi che vorrebbero ripristinare lo splendido paesaggio olivicolo perduto.

Risultati attesi

Individuare nuove varietà resistenti o tolleranti ai principali patogeni dell’olivo Xylella fastidiosa eVerticillium Dhaliae, comprendere meglio i meccanismi di preferenza ovidepositiva della Bactrocera oleae rispetto alle diverse varietà, individuare i genotipi più resistenti alla siccità e alle gelate, anche in un’ottica di resilienza ai cambiamenti climatici.

I partecipanti

Le sedici istituzioni scientifiche partecipanti sono le seguenti: University of Cordoba (Coordinamento, Spagna); Hellenic Agricultural Organisation “Dimitra”, Institute of Olive Tree and Subtropical Plants, Demeter (Grecia); Olive Research Institute, Ministry of Agriculture and Forestry, Izmir, (Turchia); Santa Cruz Ingenieria Sl Sci (Spagna); Institut National de la Recherche Agronomique, Centre Regional de Marrakech, Inra (Marocco); Technological Corporation of Andalusia Foundation (Spagna); Gálvez Productos Agroquímicos, S.L.U. Galpagro (Spagna); Cámbrico Biotech, S.L. Cambrico, (Spagna); Hellenic Union of Nurseries Efe (Grecia); Crea Centro di ricerca olivicoltura, frutticoltura ed agrumicoltura (Italia); Focos GbR Focos (Germania); Ankara Universitesi Anku (Turchia); University of Granada Ugr (Spagna); University of Jaen Uja (Spagna); Università di Roma “La Sapienza” (Italia); Centre National de la Recherche Scientifique Cnrs (Francia).
Al progetto partecipa anche il Consiglio Oleicolo Internazionale.

In apertura, foto di Olio Officina©

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