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E se alcuni genotipi di olivo riuscissero a resistere alla Xylella Fastidiosa?

I risultati di uno studio guardano a un importante punto di svolta. Si è recentemente concluso il progetto Life Resilience, nato principalmente per rispondere ai danni dovuti al batterio Xylella. Positivi e incoraggianti i traguardi, soprattutto per l’ottenimento di diciotto genotipi potenzialmente resistenti al patogeno. Nel corso della durata del piano, Salov ha messo a disposizione i propri terreni di Villa Filippo Berio per ospitare le specie di olivo studiate e in questo contesto, l’Ing. Fabio Maccari, Amministratore Delegato del Gruppo, ricorda l’importanza della ricerca dichiarando che «sentiamo la responsabilità di dover contribuire a migliorare l’intero sistema per una produzione olivicola di qualità»

Olio Officina

E se alcuni genotipi di olivo riuscissero a resistere alla Xylella Fastidiosa?

Si è concluso Life Resilience, il progetto Europeo – sostenuto tra gli altri dalla Società Agricola Villa Filippo Berio di proprietà di Salov – nato con l’obiettivo di contrastare la Xylella fastidiosa, Xf, promuovendo un modello di produzione agricola sostenibile, riducendo l’impronta di carbonio e mitigando il cambiamento climatico attraverso l’uso di risorse tecnologiche.

Si chiudono quattro anni di intenso lavoro che hanno permesso di ottenere un modello di migliori pratiche replicabile in tutto il bacino del Mediterraneo. Tra i traguardi raggiunti spicca l’ottenimento di 18 genotipi potenzialmente resistenti alla Xylella fastidiosa e l’individuazione di buone pratiche che hanno permesso una consistente riduzione di emissioni di CO2 e dell’impronta idrica.

La Xylella fastidiosa e Life Resilience

La Xylella fastidiosa è un batterio parassita che può attaccare vari tipi di piante, tra cui la vite, il pesco, il mandorlo, gli agrumi, l’oleandro e l’olivo, provocandone in molti casi la morte: una malattia che rappresenta un grave problema ecologico ed economico, in quanto la rapida perdita di esemplari danneggia in modo significativo gli ecosistemi e l’economia rurale dei paesi della regione mediterranea. Basti pensare che solo in Puglia la Xylella fastidiosa ha causato oltre 1,6 miliardi di euro di danni in sei anni (Fonte: Coldiretti Puglia).

Di fronte a questa situazione, diverse organizzazioni di Italia, Spagna e Portogallo – la Società Agricola Villa Filippo Berio di Salov, l’Istituto per la Bioeconomia, Ibe, appartenente al Consiglio Nazionale Delle Ricerche, Cnr, Balam Agriculture S.L, l’Università di Cordova, Uco, Agrifood Comunicación, Greenfield Technologies S.L, Asaja Nacional, Nutriprado L.D.A, Sahc-Sociedad Agrícola de Herdade do Charqueirao, S.A.; – hanno partecipato nel 2018 al progetto Resilience che è stato cofinanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma Life, creato per sviluppare genotipi di piante produttive e resistenti agli agenti patogeni, applicare pratiche sostenibili e proporre l’utilizzo di metodi naturali per il controllo dei vettori del patogeno.

Il progetto prendeva anche in considerazione un tema prioritario per l’Ue, ossia la mitigazione dei cambiamenti climatici attraverso un miglior uso del territorio e una silvicoltura più attenta all’ambiente. Al fine di migliorare la sostenibilità delle pratiche agricole, il progetto si è concentrato anche sull’ottimizzazione del sistema di approvvigionamento e utilizzo della risorsa idrica e sulla riduzione dell’impronta di carbonio.

I risultati di Life Resilience nel dettaglio

Il principale risultato di Life Resilience è l’ottenimento di diciotto genotipi  potenzialmente  resistenti alla  Xylella  fastidiosa caratterizzate  da  ottime  proprietà  agronomiche  – precocità  di  entrata  in  produzione,  vigoria  vegetativa e produttività – oltre ad ottimi profili in acidi grassi degli oli.

A livello pratico sono emerse informazioni utili per ottimizzare il monitoraggio e controllo della Sputacchina, principale insetto vettore del batterio Xylella Fastidiosa ottenendo una maggiore conoscenza del sistema “insetto” all’interno degli uliveti.

Un aspetto interessante del progetto è quello di aver considerato l’uliveto nel suo complesso piuttosto che la singola pianta di olivo.

In quest’ottica, grazie all’introduzione della flora ausiliaria, delle cassette  nido  e  alla  corretta  gestione  del  controllo dei  parassiti,  si  è  ottenuto  un  aumento  della  biodiversità in  tutte  le  aree dell’ambiente agrario.

Inoltre, è stato possibile applicare un’agricoltura di precisione grazie all’utilizzo dei dati provenienti dai satelliti e dai droni  che hanno  aiutato  a  capire  come  rendere  maggiormente  sostenibile  l’attività  all’interno  dell’uliveto.

Infine, grazie all’implementazione delle pratiche sostenibili di Life Resilience si è contribuito alla riduzione dell’uso di prodotti fitosanitari e fertilizzanti, nonché a una diminuzione dell’uso di acqua e combustibili fossili, riducendo le emissioni di CO2 di 18.665 tonnellate e l’impronta idrica di 389.375 m3 nei 250 ettari di aziende dimostrative dove il progetto è stato implementato (Villa Filippo Berio, El Valenciano, Herdade do Charqueirao).

 

L’impegno di Salov

Salov, nei quattro anni del progetto, ha messo a disposizione il terreno di Villa Filippo Berio per studiare l’implementazione di pratiche sostenibili, il controllo degli insetti vettori, l’aumento della biodiversità e la salute del suolo.

Fabio Maccari, Amministratore Delegato Gruppo Salov

I 50 ettari interessati dal progetto sono stati suddivisi in 16 appezzamenti con 4 gestioni diverse del suolo e degli impianti:
– 1 area in cui si procede a coltivare gli olivi secondo tecniche tradizionali
– 1 area in cui è stata messa a dimora, alla base degli olivi, una copertura erbacea per favorire lo sviluppo di insetti utili alle piante e contrastare l’insediarsi di specie dannose
– 1 area in cui si sono utilizzati prodotti naturali fitostimolanti per accrescere la resistenza fisiologica delle piante
– 1 area in cui vengono sommate le variabili precedenti, quindi la messa a dimora della copertura erbacea e l’utilizzo di prodotti naturali fertilizzanti sulle foglie degli alberi.

Alcuni dei genotipi potenzialmente resistenti alla Xylella fastidiosa sono piantati negli appezzamenti sperimentali di Villa Filippo Berio. Questi appezzamenti sperimentali continueranno ad essere monitorati anche ora che il progetto è concluso, per definire la resistenza al batterio e le caratteristiche agronomiche delle future nuove varietà di olivo.

“I risultati ottenuti da questo progetto sono molto interessanti e ci hanno confermato, ancora una volta, l’importanza della ricerca. Consapevoli delle dinamiche e delle esigenze del settore in cui operiamo, oggi più che mai, come Salov, sentiamo la responsabilità di dover contribuire a migliorare l’intero sistema per una produzione olivicola di qualità. In un momento in cui le sfide poste dal cambiamento climatico sono sempre più urgenti, siamo orgogliosi che i nostri terreni possano contribuire ad individuare possibili soluzioni per un’agricoltura più sostenibile e resiliente” – commenta l’Ing. Fabio Maccari, Amministratore Delegato di Gruppo Salov.

 

In apertura, foto di Olio Officina©

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