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Energia, compost e biometano

Un nuovo impianto in Toscana tratterà 44 mila tonnellate di organico l’anno, producendo 10.500 Mwh di elettricità, con le migliori tecnologie sostenibili. Si guarda sempre di più al riuso degli scarti come avviene nel biogas con prodotti provenienti dall'agricoltura o dalla frazione umida dei rifiuti, nell'ambito dell'economia circolare

Marcello Ortenzi

Energia, compost e biometano

Un impianto a servizio del territorio della Toscana centrale, che si prevede entrerà in funzione entro la primavera del 2019, per il trattamento dei rifiuti organici, in grado a regime di gestire 44 mila tonnellate di “umido” l’anno, ha visto iniziare i lavori di costruzione all'inizio di marzo.

L'impianto è stato ideato e voluto dalla società di gestione dei rifiuti Geofor per il Polo ambientale di Pontedera e offre il meglio dell'attuale tecnologia di trattamento dei rifiuti.

Il nuovo impianto, che funziona tramite la digestione anaerobica della frazione umida dei rifiuti, è in grado di lavorare la sostanza organica in depressurizzazione producendo biogas ed energia.

L’impianto sarà costruito sulla base del progetto rielaborato secondo le prescrizioni impartite dalla Conferenza di Servizi coordinata dalla Regione Toscana. Scopo del macchinario, oltre alla produzione di energia elettrica, sarà quello di lavorare il rifiuto organico per produrre compost di qualità; la lavorazione del rifiuto avverrà in ambiente confinato e depressurizzato in modo da non avere il rilascio delle "maleodoranze".

Lo schema di processo prevede dapprima la degradazione della frazione putrescibile con produzione di biogas (e produzione di energia elettrica susseguente) e successivamente la stabilizzazione aerobica del digestato, al fine di ottenere un prodotto finale adatto all’uso agricolo.

Le autorizzazioni ambientali necessarie alla realizzazione dell’impianto sono state rilasciate la scorsa estate, dopo un complesso iter procedurale. Il digestore anaerobico potrà produrre 10.500 Mwh di elettricità l’anno, oltre a 7.000 tonnellate annue di ammendante e in futuro potrà essere integrato con un nuovo impianto per la produzione di biometano utilizzabile come carburante per trasporti sostenibili.

Il nuovo impianto segue le indicazioni del Piano di Gestione dei Rifiuti toscano, basato sulle Linee Guida europee, che ha fissato obiettivi al 2020 molto ambiziosi, quali la soglia del 70% di raccolta differenziata e il conferimento in discarica solo del 10% dei rifiuti. Si guarda sempre di più al riciclo dei materiali provenienti dalla raccolta differenziata e al riuso degli scarti come avviene nel biogas con prodotti provenienti dall'agricoltura o dalla frazione umida dei rifiuti, nell'ambito dell'economia circolare.

Il Costo del digestore anaerobico è di circa 18 milioni di euro e l'impianto è già stato ammesso agli incentivi del Gestore dei Servizi Energetici, preposto al controllo e versamento degli incentivi per gli impianti a fonti rinnovabili, produttrici di energia elettrica.

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