Salute

Come hanno mangiato gli italiani nel tempo del lockdown?

Quando tutti erano rinchiusi nelle proprie abitazioni, la dieta ha forse subito contraccolpi? Siamo stati tutti rigorosi nella scelta degli alimenti? Secondo voi, i duemila soggetti presi in esame dallo studio di Federico Scarmozzino e Francesco Visioli hanno forse riportato un aumento di peso o riscontrato difficoltà di approvvigiomanento?

Olio Officina

Come hanno mangiato gli italiani nel tempo del lockdown?

Anche grazie al contributo dei lettori di Olio Officina, che hanno partecipato aderendo alle richieste di informazioni, è stato pubblicato il primo studio al mondo su come il lockdown, dovuto al Covid-19, ha modificato la dieta. 

Pur effettuato solo in Italia, lo studio fa da apripista ad altri studi in corso (tra cui uno focalizzato sugli adolescenti, una fascia di popolazione a rischio disturbi dietetici). 

I risultati mostrano che gli italiani hanno aumentato il consumo di verdura, ma anche di alcol. 

La maggior parte dei due mila soggetti ha riportato un aumento di peso e non ha riscontrato difficoltà di approvvigionamento.

In sintesi, sembra più che mai necessario investire su politiche sanitarie ed agricole che permettano di mantenere diete adeguate e introiti calorici corretti durante periodi di isolamento che, purtroppo, si ripresenteranno in futuro.

Quasi la metà, vale a dire, il 49,6% degli intervistati non ha modificato sostanzialmente la propria dieta, durante il blocco, ma il 46,1% di loro ha riferito di aver mangiato di più. In particolare, si segnala, come è d’altra parte prevedibile, un aumento del consumo di "cibi confortanti", in particolare cioccolato, gelati e dessert (42,5%) e snack salati (23,5%). La colpa è stata attribuita ai più elevati stati d’ansia.

Lo studio è ad accesso libero, e ne sono autori Federico Scarmozzino e Francesco Visioli, Foods 2020 Covid-19 and the Subsequent Lockdown Modified Dietary Habits of Almost Half the Population in an Italian Sample. 

I professori Scarmozzino e Visioli fanno parte del Dipartimento di medicina molecolare dell’Università di Padova, e Visioli, inoltre, lavora anche in Spagna, presso l’Imdea-Food di Madrid.

La foto di apertura è di Olio Officina

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