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Gli ziri? Avevano l’importante compito di conservare l’olio

Ma non solo. Quando sono diventati inadeguati per questa funzione, sono finiti a fare da contenitori di piante o utilizzati come ornamento. Testimoni di un glorioso passato, ne è stato rinvenuto uno interrato sotto il pavimento di un fienile, probabilmente con la funzione di nascondere beni e oggetti preziosi durante la Seconda guerra mondiale. Ancora oggi questi orci in terracotta sono testimonianza di un mondo che dava valore alla prevenzione di avversità. Ecco come vengono valorizzati nel paese dell’olio di Seggiano

Olio Officina

Gli ziri? Avevano l’importante compito di conservare l’olio

Per la conservazione dell'olio i moderni recipienti di acciaio inossidabile hanno sostituito i vecchi orci di terracotta, gli "ziri", non più adeguati alle moderne esigenze sia igieniche, sia tecnologiche, sia di economia produttiva.

Gli ziri, ormai rari oggetti di antiquariato, sono finiti a fare da contenitori di piante da fiore o comunque usati come ornamento a ricordo di una antica cultura contadina.

E in quella cultura non si buttava via nulla.

Un vecchissimo ziro, probabilmente non più a tenuta di liquidi, è stato ritrovato interrato sotto il pavimento di un fienile.

Probabilmente aveva la funzione di nascondere beni preziosi durante il passaggio del fronte nell' ultima guerra mondiale.

Era stato prodotto a Petroio nel 1878 nella storica fabbrica Benocci, come risulta dalla scritta incisa nella terracotta; aveva contenuto olio per molti anni ed ha ancora macchie di olio in superficie; poi era stato sepolto sottoterra a contenere misteriosi tesori.

Per dissotterrarlo evitando di danneggiarlo o addirittura romperlo c'è voluto un lavoro certosino ed ancora di più per estrarlo e trasportarlo, ma ora fa bella mostra di sé in cortile, a testimonianza di un glorioso passato.

Anche nel castello di Potentino sono stati ritrovati due ziri dell’Ottocento interrati nella attuale sala del pianoforte. Il locale molto ampio era originariamente adibito a "ziraia", deposito di olio e poteva contenere fino a sessanta ziri.

Era pavimentato in cotto con scanalature e pendenze verso la bocca degli orci interrati per recuperare l’olio di eventuali perdite o rotture degli ziri; anche questa bellissima testimonianza di una cultura contadina che dava valore alla prevenzione di avversità. 

TAG: ziri, toscana, olio

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