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La padrona mia, una canzone della terra

Per il lancio del nuovo disco di Vinicio Capossela, "Canzoni della Cupa", vi è il video girato da Sara Fgaier, con la collaborazione del regista Pietro Marcello e della Cineteca di Bologna. Diviso in due parti, “Polvere” e “Ombra”, emerge con grande evidenza il mondo rurale.

Olio Officina

 

Si tratta di un lavoro molto complesso e articolato, che si sviluppa nell’arco di tredici anni. “Ognuna delle canzoni che lo compone – ammette il suo autore – potrebbe essere un disco a sè. Ci sono cose per la stagione calda, altre da mettere da parte per l’inverno. Sono canzoni che vengono dal mondo della terra, che è ciclico, si ripete e in un certo senso non passa mai”.

“La Cupa – prosegue Capossela – è la contrada oscura, quella dove batte poco il sole, quella dove le cose si nascondono alla vista. Quella dove si consumano gli amori illeciti, quella dove si fanno vere le creature che si vogliono celare allo sguardo”.

Il singolo, "La padrona mia", è accompagnato da un video di Sara Fgair contiene al suo interno dei filmati di repertorio provenienti da Home Movies e dall'Istituto Luce.


E come pare la Padrona mia
quando si mette la sua veste nuova
mi pare una palomba quando vola
e vola intorno alla sua massaria
I capelli ha coi ricci in fronte
le ridono sugli occhi e sulle guance
pare essere che sia nata selvaggia
che il vento la solleva e la maneggia
Quando cammina scuote il petto tondo
quei fianchi ondeggiano nell’andatura
mi scioglie il cuore in petto questa creatura
quando si china io non ho più cura
E quando va per l’acqua giù alla fonte
l’amore vuole fare con l’amante
e alza il petto e scuote la fronte
quello che lei gli fa lui solo sa…
E come pare la Padrona mia
quando si mette la sua veste nuova
mi pare una palomba quando vola
e vola intorno alla sua massaria
Strum.
E quando va per l’acqua giù alla fonte
l’amore vuole fare con l’amante
e alza il petto e scuote la fronte
e hiii…
E come pare la Padrona mia
quando si mette la sua veste nuova
mi pare una palomba quando vola
e vola intorno alla sua massaria
Una volta che la vidi sola
così come la fece la natura
distesa se ne stava e pensierosa
da allora il petto mio più non riposa
ume

 

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