Terra Nuda

Basilicata, due giornate informative su meccanizzazione sostenibile per una cerealicoltura efficiente

Olio Officina

Nota stampa di Vito Verrastro. La cerealicoltura, comparto strategico per la Basilicata (regione ad alta vocazione in questo segmento), riflette sul futuro confrontandosi con le direttive europee, lo sviluppo dei mercati, la ricerca scientifica e tecnologica. I risultati di due progetti finanziati nell’ambito della misura 124 del Psr (Programma di Sviluppo Rurale) dalla Regione Basilicata, verranno resi noti nel corso di due giornate di studio che si terranno a Rionero e a Matera.

Si inizia il 15 ottobre alle ore 17, nella Biblioteca di Palazzo Fortunato, dove esperti e studiosi delle Università di Basilicata, Padova, Napoli e Foggia si confronteranno nell’ambito di “Innovative Tillage: Macchine e tecnologie per lo sviluppo dell’agricoltura conservativa nei sistemi cerealicoli in Basilicata”, progetto che ha avuto l’obiettivo di mettere a confronto tecniche colturali tradizionali e tecniche innovative come la “minima lavorazione” e la “semina su sodo”, fortemente consigliate dalla Commissione europea per il minor impatto ambientale.

Il 17 ottobre, invece, sarà la volta di Matera (ore 10.00, Palazzo Lanfranchi) per esaminare i risultati del progetto “Le tecnologie satellitari RTK a supporto dell’agricoltura conservativa per la cerealicoltura lucana”. Si parlerà dunque di agricoltura di precisione applicata alla cerealicoltura. In entrambe le occasioni è prevista la presenza dell’assessore Regionale all’Agricoltura, Luca Braia, così come gli interventi dei funzionari dell’Assessorato. Non mancheranno le testimonianze degli imprenditori agricoli titolari delle aziende in cui sono avvenute le sperimentazioni.

«Le tecniche cosiddette conservative, che prevedono un utilizzo ridotto delle macchine e un uso sapiente delle tecnologie, permettono di incidere positivamente sulla gestione economica delle aziende ma anche sull’impatto ambientale e sulla corretta gestione dei suoli, con evidenti ricadute benefiche», anticipa la coordinatrice scientifica dei due progetti, la professoressa Paola D’Antonio, Presidente del Corso di Laurea in Tecnologie Agrarie, impegnata da oltre 15 anni sul fronte dell’innovazione in questo campo, che illustrerà i risultati dei due progetti.

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