Terra Nuda

Commercio Cia: su il carrello della spesa alimentare tranne nelle botteghe (-1,4%)

Il presidente nazionale Dino Scanavino interviene sui dati Istat delle vendite al dettaglio

Olio Officina

Nota stampa Cia. Calano le vendite al dettaglio (-0,3%), mentre il carrello della spesa alimentare fa registrare una variazione opposta, con il valore in crescita dello 0,3% nell’ultimo mese. Valutazione analoga anche su base annua, con gli acquisti di cibi e bevande aumentati dello 0,5%, contro il -0,2% delle altre tipologie di prodotti. E se nei piccoli negozi le vendite alimentari dell’ultimo anno hanno fatto segnare la peggiore performance tra le forme distributive (-1,4%), nella grande distribuzione si sono verificati incrementi diffusi con il “boom” degli acquisti alimentari a basso costo nei discount (+2,6%). È questa, in sintesi, l’analisi dell’Ufficio studi della Cia-Agricoltori italiani sui dati del commercio al dettaglio diffusi oggi dall’Istat.

“Questi dati -sottolinea il presidente nazionale della Cia, Dino Scanavino- possono essere letti con una duplice chiave interpretativa. Da un lato, il crollo delle botteghe e dei piccoli esercizi commerciali impone una riflessione sulle visioni romantiche e suggestive che, sempre più diffuse, rischiano di marginalizzare il ruolo delle imprese agricole in un contesto in continua evoluzione e con sfide globali di enorme portata. Dall’altro lato, perdura l’assenza di riscontro, nelle fasi a monte della filiera alimentare, degli aumenti del valore delle vendite registrati nella Gdo”.

“Sono ancora molti i casi in cui i prezzi pagati agli agricoltori (si pensi al crollo fino al 40% dei cereali negli ultimi mesi) non riescono a coprire i costi di produzione e, quindi, non consentono alle imprese di programmare il proprio futuro. Tutto ciò richiede strumenti e interventi necessari a rilanciare il ruolo dell’agricoltura nelle dinamiche di filiera. Un percorso da avviare con urgenza -aggiunge Scanavino- nella consapevolezza che un’agricoltura più protagonista vuol dire un Made in Italy agroalimentare più forte e competitivo”.

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