Terra Nuda

Frantoi come promotori di communities of practice nelle filiere dell’olio extra vergine di oliva

Olio Officina

La crisi economica prodotta dai modelli di sviluppo che la globalizzazione, nella sua versione peggiore, ha imposto al mondo con effetti devastanti, propone – prima di tutto nel settore agroalimentare – la riscoperta di modelli territoriali e comunitari di sviluppo integrale: tecnico, economico, sociale, culturale, ambientale.

Nella loro versione attuale tali modelli propongono di mettere a disposizione delle comunità locali strumenti di comunicazione, di formazione e di informazione capaci di generare “valore aggiunto territoriale”. Si tratta di una alternativa strategica alla quale tutto il mondo guarda con nuovo interesse dopo i fallimenti della globalizzazione con le sue proposte dissennate e culturalmente “disancorate” di digital economy, comunità cibernetiche e, nel settore che ci interessa, colture idroponiche, coltivazioni super-intensive, processi super-automatizzati, disintegrazione delle filiere, competizione esasperata sul prezzo ...

Nello scorcio finale del secolo scorso, la reazione alla globalizzazione ha prodotto nuovi modelli organizzativi come le “communities of practice” di Etienne Wenger: comunità basate sulla condivisione delle conoscenze e sulla restaurazione delle sinergie di filiera. L'Italia ha una vocazione storica per questi modelli, il cui più recente e straordinario sostenitore è stato Adriano Olivetti, efficacissimo profeta (“In me non c'è che futuro”) del valore delle comunità territoriali. Possiamo pensare a fondamenti ancor più solidi e lontani nelle città-stato medievali con le corporazioni di arti e mestieri, in cui si sono dispiegate per secoli “coscienza di luogo e pratiche comunitarie”.

I concetti delle communities of practice fanno da sfondo e cornice alla proposta del prof. Claudio Peri di una evoluzione delle filiere dell'olio extra-vergine di oliva verso questo modello organizzativo, con un ruolo dei frantoi come possibili iniziatori e coordinatori. Si tratta di una evoluzione possibile nell'immediato e a basso costo, basata prima di tutto sul superamento delle asimmetrie informative che affliggono il settore e sulla accresciuta trasparenza e credibilità delle filiere produttive.

L'approccio proposto dal prof. Peri è fondato sulla conoscenza della realtà attuale, dei suoi limiti e delle possibilità di evoluzione grazie alle opportunità generate, tanto per cominciare, dalla condivisione di conoscenze e informazioni.

Questo tema, già anticipato in una lettura del prof. Peri all'Accademia dei Georgofili il 4 maggio scorso, sarà oggetto di approfondimenti e dibattiti nella giornata di studio intitolata “Frantoi più efficienti: nuove opportunità competitive”, a Todi, il 24 Giugno prossimo e nella conferenza “Frantoi più efficienti: le regole essenziali dell'efficienza nell'eccellenza”, organizzata da ANAPOO a Firenze il 15 Luglio prossimo.

Per maggiori informazioni: claudio.peri@fastwebnet.it

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