Terra Nuda

nota stampa

I condimenti spalmabili? Ora sono più sostenibili e leggeri

I consumatori oggi trovano sugli scaffali soprattutto prodotti funzionali, con Omega 3, o melanges vegetali/lattieri, spalmabili biologici e light a ridotto contenuto di grassi. È con questo messaggio virtuoso che Assitol comunica la conferma di Giuseppe Allocca alla presidenza del  Gruppo che rappresenta le aziende del settore. Alla vicepresidenza confermati sia Cesare Carabelli, sia Anselmo Mussida

Olio Officina

I condimenti spalmabili? Ora sono più sostenibili e leggeri

Con  la conferma alla presidenza di Giuseppe Allocca, anche nei prossimi anni ci sarà la giusta attenzione a temi come salute, sostenibilità e preferenza per gli oli vegetali. È quanto si legge in una nota stampa di Assitol in merito alle imprese dei condimenti spalmabili.

A sottolineare la “mission” del comparto è dunque Giuseppe Allocca, ex dirigente d’azienda e avvocato esperto di diritto alimentare, appena riconfermato alla presidenza del Gruppo condimenti spalmabili di Assitol, l’Associazione Italiana dell’Industria olearia, aderente a Confindustria.

Alla vicepresidenza confermati anche Cesare Carabelli (Eulip) e Anselmo Mussida (Olfood). In occasione dell’assemblea di gruppo, le imprese hanno ribadito le linee guida del loro impegno: preferenza per gli oli vegetali, attenzione alla salute del consumatore, sostenibilità dei prodotti.

Secondo le stime di Assitol, nel 2019 il mercato dei condimenti spalmabili nel retail ha veicolato 7mila tonnellate di prodotto. Un dato che, nei mesi del lockdown, è più che raddoppiato, in virtù dell’impiego in torte e dolci. I grassi spalmabili, infatti, sono essenziali nella preparazione delle basi fresche per torte, ad esempio pasta sfoglia, frolla o brisé, e per la produzione, artigianale e industriale, di dolci, come gli impasti soffici ed i lievitati (pan di Spagna, croissant).

Buone notizie anche per il segmento della pasticceria tradizionale, che impiega soprattutto melanges, per un ammontare di quasi 50mila tonnellate.

In crescita anche l’export, che lo scorso anno ha registrato un aumento del 10,4%. “Le nostre sono produzioni evolute basate su oli vegetali– ha spiegato il presidente Allocca – e oggi sono raccomandate, nell’ambito di una dieta variata, anche nei regimi alimentari con ridotta quantità di grassi”.

SEGUE DOPO LA PUBBLICITA'

A conferma di questa strategia del settore, i consumatori oggi trovano sugli scaffali soprattutto prodotti funzionali, con Omega 3, o melanges vegetali/lattieri, spalmabili biologici e light a ridotto contenuto di grassi.

Grazie all’impegno del comparto, i grassi da condimento di ultima generazione non devono contenere più del 2% di grassi trans su base grassa, un livello inferiore a quello dei grassi lattieri. “Ciò si deve anche al codice di autoregolamentazione, che proprio Assitol ha promosso in ambito UE – ha ricordato il presidente Allocca – coinvolgendo le grandi aziende del comparto”. 

In virtù di questa trasformazione, i nuovi condimenti spalmabili hanno guadagnato l’apprezzamento dell’EFSA, l’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare, ed il sostegno di importanti enti di ricerca, come la Scuola di Sanità Pubblica di Harvard, e di associazioni mediche, come l’European Heart Association.

L’Associazione, tramite l’IMACE, la confederazione europea di settore, ha dato anche la sua disponibilità a rivedere ancora al ribasso il quantitativo di grassi presenti nelle nuove ricette. Le aziende associate ad Assitol, già da anni, producono condimenti spalmabili a base vegetale, la cui presenza di grassi trans è ben al di sotto del limite di legge e prossima allo 0%.

“Le aziende del comparto hanno alleggerito i condimenti non soltanto dal punto nutrizionale – ha osservato Allocca -  ma anche dell’impatto ambientale, migliorando i processi produttivi”.

Secondo i dati di IMACE, la confederazione europea di settore, le procedure di produzione dei condimenti spalmabili registrano il 50% in meno di consumo del suolo rispetto ai grassi di origine animale, mentre le emissioni di gas serra – la cosiddetta “carbon footprint” -  sono minori di un terzo.

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