Terra Nuda

Il degrado delle campagne a sud

Ci scrive il presidente di Confagricoltura Taranto Luca Lazzaro: “non vogliamo arrenderci all’ineluttabilità di un Sud arretrato e abbandonato, alle difficoltà reali e ricorrenti di un’agricoltura in crisi e al circuito un po’ usurato di qualche luogo comune”. La nostra riposta

Olio Officina

Il degrado delle campagne a sud

Gentile Direttore,

ho letto con interesse il suo editoriale intitolato “Le viti mozzate di Bruno Vespa non sono le sole” (leggi QUI). Molti suoi argomenti sono condivisibili, altri un po’ meno. Le generalizzazioni, seppure fatte in buona fede, corrono sempre il rischio di perdere per strada qualche pezzo (non secondario) della realtà. Soprattutto quando si parla di agricoltura e di Sud.

Ad esempio: è vero che, come lei scrive, «sono decenni che gli agricoltori subiscono danni di varia natura». Ed è vero che «le viti mozzate di Bruno Vespa non sono però le sole». Così come può “apparire” generalmente vero «lo stato di abbandono delle campagne, luoghi che si trasformano in terra di nessuno».

Tuttavia, bisogna sottolineare che tutto ciò non resta senza chi vi si opponga in modo deciso. A partire da quelle stesse istituzioni che sul territorio ci stanno, non di rado con pochi mezzi a disposizione e, quasi sempre, facendo del loro meglio nella lotta al crimine. Non posso condividere, però, la sua considerazione finale: “Tutto il mondo agricolo è stato abbandonato al proprio destino, perfino dalle stesse organizzazioni di categoria”.

Non tanto perché, come Confagricoltura Taranto, mi sento direttamente chiamato in causa – fa parte del gioco – ma perché ritengo che la realtà sia più complessa e sfaccettata, anche per motivi di spazio e tempo, di quella che si può scrivere in uno o cento articoli. Noi, infatti, la nostra parte l’abbiamo sempre fatta e anche in maniera “rumorosa”, non solo per difendere i ceppi di Bruno Vespa (leggi QUI) e il tendone dell’agricoltore di Castellaneta (vedi QUI), ma anche per denunciare fenomeni di racket molto più ampi, come successo a giugno a Grottaglie (leggi QUI), nel contempo sollecitando l’intervento rapido ed incisivo del questore e del prefetto di Taranto (leggi QUI). E contemporaneamente cerchiamo di sostenere e raccontare – trovando ascolto anche nei mass media – esempi positivi, eccellenze come l’uva da tavola (vedi QUI) e “gioielli” come il Primitivo di Manduria (leggi QUI). Tutto ciò per dire che il Sud non è uno soltanto, quello di una certa pubblicistica da Questione Meridionale, ma è un prisma pieno di riflessi e colori, una parabola di cui noi vogliamo rappresentare la curva ascendente: anche qui a Taranto che nelle cronache fa più spesso “notizia” per altre vicende.

Sarà perché non vogliamo arrenderci all’ineluttabilità di un Sud arretrato e abbandonato, alle difficoltà reali e ricorrenti di un’agricoltura in crisi e, ci permetta, al circuito un po’ usurato di qualche luogo comune. Senza mettere la polvere sotto al tappeto ma cercando di spiegare che cosa c’è al di sopra.

Le sono grato, gentile direttore, per avermi dedicato la sua attenzione e qualche minuto del suo tempo e, naturalmente, d’ora in avanti sarà mia cura farle pervenire i comunicati stampa di Confagricoltura Taranto. Resto a disposizione per ogni eventuale approfondimento.

Con rinnovata stima e cordialità,

Luca Lazzaro PhD
Presidente Confagricoltura Taranto


Gentile Presidente Lazzaro,

grazie per la preziosa lettera. Costituisce la chiara dimostrazione di un impegno determinato e convinto, e per questo le auguro di ottenere ottimi risultati, nella mia Puglia dove sono nato e ho vissuto intesamente gli anni dell’adolescenza.

Come lei ben sa le generalizzazioni sono inevitabili, soprattutto quando è tutto il tessuto sociale che ha dirette responsabilità in un territorio che sta vivendo uno stato di degrado purtroppo progressivo.
Siamo d’accordo sul fatto che “il Sud non è uno soltanto, quello di una certa pubblicistica da Questione Meridionale”, ma il sud resta il sud, purtroppo.

Ho trascorso l’ultimo fine settimana a Cavaion Veronese, per Warda Garda, il festival dell’olio Dop Garda nel suo entroterra, dove ho elogiato la gente di quei luoghi. Le campagne sono pulite, senza rifiuti, né carcasse di elettrodomestici, né materiali di demolizione dei cantieri edili, né copertoni, né bottiglie di birra, né altro. Se questo ancora accade vorrà dir qualcosa. C’è qualcosa di sbagliato e le campagne sono vissute come terra di nessuno.

Sappiamo bene che le generalizzazioni sono necessarie quando la responsabilità è di tutti. Il suo impegno, lodevole, non è la normalità, ma l’eccezione. Dobbiamo fare in modo che le eccezioni diventino patrimonio comune, e che le lotte per una campagna pulita e senza l’ombra della criminalità sia l’impegno di tutti.

Non so se potrà cambiare qualcosa, ne dubito, ma non possiamo certo cedere e lasciare spazio all’inciviltà e alla barbarie.

Quanto alle organizzazioni di categoria, pur preziosissime, auspico una ridefinizione del loro ruolo e un mutamento di prospettiva.

Grazie per i comunicati stampa che ho letto e apprezzato per la qualità dei contenuti e la visione di futuro.

Stima e cordialità anche da parte mia,

Luigi Caricato

La foto di apertura è di Confagricoltura Taranto

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