Terra Nuda

Il libro della settimana: L’ultima notte del Rais, di Yasmina Khadra

La vita e la morte del colonnello Gheddafi, l’ascesa e la caduta di un dittatore, nel nuovo romanzo del narratore algerino, tra i più coraggiosi, lucidi e profondi raccontatori del Mediterraneo

Olio Officina

Il libro della settimana: L’ultima notte del Rais, di Yasmina Khadra

In uscita per le edizioni Sellerio, L’ultima notte del Rais, è il nuovo romanzo di Yasmina Khadra. Protagonista il colonnello Gheddafi, il quale trascorre nel tormento le sue ultime ore. Abbandonato da tutti, assalito dai dubbi, si è reso conto troppo tardi della devastazione in cui versa il suo paese, e adesso la solitudine lo costringe a guardarsi dentro e a ripercorrere la propria vita. La megalomania l’ha spinto a credere di poter incarnare la sua nazione, il suo popolo. Narcisista, esuberante, esaltato dalla sua lotta salvifica, il «più umile dei Signori» ha infierito sul popolo per servirlo al meglio, eliminando i calunniatori e sfidando i potenti della terra. Ma cosa resta della sua follia ora che la sua stessa gente, dopo averlo acclamato e osannato, si prepara a linciarlo?

L’ultima notte del Rais racconta di un uomo nato sotto il segno dell’ingiustizia, che sogna un riscatto individuale e collettivo. Nelle ore fatali del declino il Rais ritorna a quei momenti in cui ha avuto fede nella sua nazione e in se stesso e ha cercato di sollevarla dalla povertà, dallo sfruttamento. Fin quando l’immensità di quella visione, e di quel potere, si è trasformata in terrore e autoritarismo.

Con una lingua brillante L’ultima notte del Rais scruta l’anima oscura di un irriducibile rivoluzionario, di un sognatore sanguinario, prigioniero delle sue azioni e delle sue angosce, di eccessi e ossessioni, che vede crollare un mondo, reale e immaginario, di cui lui stesso è autore e principale attore. Raccontando in prima persona la vita del Rais, Yasmina Khadra coinvolge il lettore e delinea il ritratto di un personaggio di grande complessità, crudele e fragile al tempo stesso, un dio in terra che di colpo si scopre uomo. Con questo libro Yasmina Khadra si conferma tra i più coraggiosi e profondi raccontatori del Mediterraneo.

Yasmina Khadra, pseudonimo di Mohamed Moulessehoul, è uno scrittore stimato e apprezzato nel mondo intero. Nato in Algeria nel 1956, reclutato alla scuola dei cadetti a nove anni, è stato ufficiale dell’esercito algerino. Dopo aver suscitato la disapprovazione dei superiori con i suoi primi libri, ha continuato usando come pseudonimo il nome della moglie. Nel 1999 ha lasciato l’esercito svelando così la sua vera identità e ha scelto di vivere in Francia. In Italia si è conquistato un pubblico grazie a due noir, Morituri (1998) e Doppio bianco (1999), editi da e/o. In seguito sono usciti Cosa sognano i lupi? (Feltrinelli, 2001), e poi con Mondadori Le rondini di Kabul (2003), La parte del morto (2005), L’attentatrice (2006, del 2013 è il film di Ziad Doueiri), Le sirene di Baghdad (2007) e Quel che il giorno deve alla notte (2009), miglior libro del 2008 per la rivista letteraria Lire, adattato al cinema nel 2012. Con Sellerio ha pubblicato Gli angeli muoiono delle nostre ferite (2014), Cosa aspettano le scimmie a diventare uomini (2015) e L'ultima notte del Rais (2015).

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