Terra Nuda

Invito alla lettura: È un vino paesaggio. Teorie e pratiche di un vignaiolo planetario in Friuli, di Simonetta Lorigliola

Olio Officina

Il libro che vi proponiamo in lettura, edito da Derive Approdi, di cui è autrice Simonetta Lorigliola, reca le postfazioni di Ilaria Bussoni e Michele Spanò.

L’autrice, con studi filosofici alle spalle, è giornalista e vive e lavora a Trieste. Ha lavorato per anni al fianco di Luigi Veronelli, collaborando alla Guida Ristoranti e alla rivista«EV. Vini cibi intelligenze», mentre oggi collabora con il Seminario Veronelli. Ha lavorato nel fair trade, in ambito comunicazione ed è stata tra i promotori del movimento per una nuova contadinità t/Terra e libertà/critical wine. Dirige il mensile «Konrad». 

Riportiamo le indicazioni relative al volume È un vino paesaggio. Teorie e pratiche di un vignaiolo planetario in Friuli, un libro che prende e porta direttamente sul suolo erboso, punteggiato di fiori blu, di una vigna singolare e molteplice.

Non fatevi intimidire dal racconto iniziale, quasi tecnico: è solo una passeggiata linguistica dentro il bosco che quella vigna affianca. Troverete, lungo il cammino, un intreccio enoico e immaginativo. Biografie incrociate e poco cronologiche, quelle di Federica Magrini e Lorenzo Mocchiutti, i Vignai da Duline. Voce chiara e forte di un vignaiolo planetario. Racconti a più voci. Divagazioni e paradigmi in vigna. Pause in cantina. Pezzi di Friuli. Tocai giallo. Il Judrio/Idrja/Judri. Arbe garbe. Pinot grigio. Insetti utili. Malvasia. Câreme. Prugne umeboshi. Soldati e Veronelli. Gelsi e siepi. Pinot nero. Masanobu Fukuoka. Chardonnay. Erba medica di Premariacco. Critica dell’assaggio. Casarsa. Refosco. Osmizze. Potatura relazionale. Api e vespe. Picolit. Prezzo. Vitis rupestris. Gianni Cosetti. Schioppettino…

E poi respirerete un sistema sentito e praticato. Chioma integrale. Mucca verde. Per Lorenzo Mocchiutti il vigneto è la nave spaziale in orbita nel viaggio verso una viticoltura yesterday, today, tomorrow. Quotidianamente lavora per dare materialità a una visione agricola. E per trasformarla. Enviromentally sound.

Le sue pratiche raccontano il meticoloso rispetto della terra, a partire dalla fisiologia della pianta e dalla vitalità del suolo, essenziali a un’agricoltura diffusa, partecipata, sensata: l’unica che guardi e si faccia avanti. L’unica che generi vini d’eccellenza, che distillino territorio.

La sua opera perderebbe ogni ragione di esistere se restasse chiusa in quel clos. Da là, si è d’altronde autonomamente defilata e si sta trasformando in un manifesto del «vino paesaggio». Tutto da scrivere, a partire da ora. Nel sensibile comune.

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