Terra Nuda

Invito alla lettura: Storia del bosco. il paesaggio forestale italiano, di Mauro Agnoletti

Oggi l’esodo dalle campagne e dalle montagne ha portato alla ricomparsa di macchie e foreste in territori antropizzati da secoli. E il desiderio di ricercare nel bosco valori naturalistici si è sovrapposto alla realtà storica di un paesaggio forestale come prodotto culturale. Ecco dunque un viaggio alla riscoperta dello straordinario rapporto che ci lega alle ‘selve oscure’

Olio Officina

Invito alla lettura: Storia del bosco. il paesaggio forestale italiano, di Mauro Agnoletti

Faggi, castagni, querce, larici, abeti… Oltre il 35 per cento della penisola è coperto da boschi, un paesaggio che spesso percepiamo come primigenio e ‘naturale’. In realtà, come il resto del nostro paesaggio, i boschi sono un prodotto della storia, sempre legata all’opera dell’uomo che ne ha modificato tutte le caratteristiche.

Nell’antichità il bosco è già largamente utilizzato, tanto che le foreste naturali nel primo secolo d.C. sono meno di una decina. Il bosco di alto fusto e il bosco ceduo, la forma più diffusa, hanno contribuito al bisogno di legna da fuoco, carbone e legname da costruzione, consentendo allo stesso tempo il pascolo del bestiame.

Dal medioevo all’Ottocento sono le costruzioni navali che modellano gran parte dei boschi, legando strettamente il mondo dei commerci mediterranei a quello della montagna. Da nord a sud, poi, esiste una ‘civiltà del castagno’, vero e proprio ‘albero del pane’ a cui intere popolazioni devono la propria sopravvivenza.

Storia del bosco. il paesaggio forestale italiano, di Mauro Agnoletti, è un libro edito da Laterza.

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