Terra Nuda

L'addio a Giovanni Martelli

Arriva il momento in cui tutto finisce. È il corso naturale della vita. Tutto ha inizio e tutto prima o poi si interrompe, ma la scomparsa del prestigioso scienziato lascia un grande vuoto e l'amaro in bocca. A lui si deve l’ipotesi che dietro il disseccamento degli ulivi in Puglia potesse esserci il batterio Xylella. Questa sua intuizione, la sua onestà intellettuale, è stata ripagata con insulti, ostracismo e pure minacce. Eppure il prestigio intorno alla sua figura è una ricompensa che i suoi detrattori - compresa la Procura di Lecce - non potranno mai meritare

Olio Officina

L'addio a Giovanni Martelli

Di fronte alla morte ci si inchina. Di fronte alla scomparsa di un grande scienziato c'è da dire soltanto grazie. Ed è quello che tutto il mondo della ricerca e di coloro che ruotano intorno all'olivicoltura e alla filiera dell'olio hanno espresso a poche ore dalla notizia della scomparsa di una grande figura di intellettuale e di scienziato qual è stato il professor Giovanni Martelli, di cui riportiamo una estesa nota biografica per far comprendere a quanti non avessero piena conoscenza della persona, quanto sia stato importante e fondamentale il suo operato.

Da parte nostra esprimiamo un grande grazie di riconoscenza al professor Martelli. Senza di lui, il movimento che si è creato intorno al dramma della Xylella non sarebbe stato così efficace senza le sue intuizioni. L'unica desolazione è l'assoluta indegnità dei suoi detrattori che per fini ideologici lo hanno contrastato e offeso: l'ignoranza e a volte la malafede contro la scienza e il buon senso. Spiace soprattutto che tra questi detrattori vi sia stata la Procura di Lecce, che in tutta questa faccenda non ha fatto certo una bella figura.

Martelli è stato tra l'altro relatore a Milano, nell'ambito di Olio Officina Festival, parlando proprio di Xylella; e inoltre a Bari ha presentato il volume di cui è autore Luigi Caricato per Mondadori: Atlante degli oli italiani.

In lucido articolo apparso sul quotidiano il Foglio a firma di Enrico Bucci, si evidenzia il valore della persona e dello scienziato, sostenendo tra l'altro quanto sarebbe ingiusto "ricordare il professor Martelli solo per la Xylella, che ha costituito null’altro che l’ultimo capitolo di una vita interamente dedicata alla ricerca scientifica e all’applicazione pratica delle conoscenze da questa derivate". 

Molto amara la conclusione dell'articolo di Bucci, il quale ricordando Martelli cita una considerazione del Professore che deve farci molto riflettere: “Io morirò – diceva – senza vedere la fine di questa epidemia, e senza che le idiozie inventate da imbecilli ignoranti smettano di essere propagate”.

"Purtroppo - prosegue Bucci - aveva ragione; ma la sua eredità, fatta di studio, passione e competenza, è passata in tutti i suoi collaboratori più giovani, che moltiplicano la sua voce ed i suoi sforzi per riaffermaresenza compromessi i valori della scienza contro quelli dell’ignoranza colpevole e arrogante".

 

GIOVANNI P. MARTELLI

ATTIVITÀ ACCADEMICA E DIDATTICA nella quale ha svolto per intero la carriera accademica, ad eccezione di un periodo di 8 mesi trascorso nel 1957 presso l'Università di Catania come Assistente volontario di Patologia vegetale e borsista del CNR. Assistente volontario di Patologia vegetale nell'Università di Bari dal 1958, poi Assistente ordinario della stessa disciplina dal 1959 con qualifica di Aiuto dal 1963, ha conseguito la Libera Docenza in Patologia vegetale nel 1965. Professore Aggregato di Microbiologia agraria nel 1969, poi di Virologia vegetale, è stato chiamato, sempre dall'Università di Bari, alla Cattedra di Diserbanti nel 1973. Dal 1980 ricopre la Cattedra di Virologia vegetale.

Dal 1965 al 1969 ha svolto  per incarico l'insegnamento di Microbiologia per gli studenti di Scienze Biologiche dell'Università di Bari e  negli Anni Accademici 1971-72 e 1972-73 ha insegnato, sempre per incarico, Patologia vegetale nella Facoltà di Agraria dell'Università di Palermo dirigendo l'omonimo Istituto. Nell'Università di Bari ha diretto l'Istituto di Patologia vegetale (poi Dipartimento) dal 1980 al 1986 e dal  2000 è Direttore del Dipartimento di Protezione delle Piante e Microbiologia Applicata.

È stato membro del Collegio dei Docenti del Dottorato di Ricerca in Patologia vegetale dell'Università di Bari dal 1984 al 1991 e, dal 1992, è membro del Collegio dei Docenti del Dottorato di Ricerca in Protezione delle Piante dell'Università di Bari. Di entrambi i Dottorati di Ricerca è stato uno dei promotori.

Dirige dal 1982, anno di fondazione, il Centro  di Studio del CNR sui Virus e le Virosi delle Colture Mediterranee di Bari (ora sezione di Bari dell'Istituto di Virologia Vegetale del CNR). Dal 1972 è membro del Consiglio Scientifico dell'Istituto di Fitovirologia Applicata del CNR di Torino e, dal 1989,  fino al suo scioglimento,  ha presieduto il Consiglio Scientifico del Gruppo di Ricerca del CNR sui Virus e le Virosi delle Piante. E’ attualmente membro del Consiglio  Scientifico dell’Istituto Biosintesi Vegetali del CNR, Milano.

È stato tra i promotori dell' istituzione, nel 1985,  dell'International Course on Protection and Sanitation of Mediterranean Fruit Crops (ora Integrated Pest Management of Mediterrenean Fruit Crops) presso l'Istituto Agronomico Mediterraneo di Valenzano (Bari), filiazione italiana del Centre International de Hautes Etudes Agronomiques Mediterraneennes, di cui è il coordinatore. E' responsabile del programma di "Master of Science" in Virologia vegetale conferito dall'Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari ed è membro del Consiglio Tecnico-Scientifico dell'Istituto stesso. 

ATTIVITÀ DI RICERCA. Ha iniziato l'attività di ricerca in campo fitoiatrico e micologico studiando la biologia di parassiti fungini dell'olivo, vite e piante ortive, mettendo a punto strategie di lotta contro di essi, e descrivendo anche nuove specie di micromiceti. 

Nel 1961, presso l'Università di California a Davis, ha iniziato gli studi virologici che non ha più abbandonato. Durante la permanenza statunitense ha anche affrontato studi di Nematologia agraria, che gli hanno consentito di essere tra gli iniziatori delle ricerche sui longidoridi italiani.

Rientrato a Bari nel 1963, ha organizzato presso l'allora Istituto di Patologia vegetale dell'Università un laboratorio di Virologia volgendo l'attenzione a virus e virosi di piante ortive (composite, solanacee, cucurbitacee, crucifere),  da frutto (vite, agrumi, drupacee) e, in minor misura, ornamentali e spontanee. Ha isolato e descritto  circa una trentina di nuovi virus e di numerosi altri ha effettuato la caratterizzazione biologica, fisico-chimica, sierologica, ultrastrutturale e, più di recente, molecolare. Si è particolarmente impegnato nello studio dei rappporti virus-ospite a livello delle strutture fini, conducendo una lunga serie di ricerche sulla citopatologia delle infezioni virali, sui corpi d'inclusione, sui siti di sintesi degli acidi nucleici e delle proteine virali, e sui siti di accumulo intracellulari delle particelle virali. Ha utilizzato la sierologia e la citopatologia quale mezzo diagnostico e tassonomico, contribuendo all'individuazione di strutture citopatiche specifiche per singoli virus o taxa (famiglie e/o generi). Ha contribuito alla revisione della classificazione e nomenclatura dei virus delle piante, promuovendo l'applicazione ai virus vegetali di una tassonomia basata su famiglia-genere-specie. 

Si è anche interessato di epidemiologia con particolare riferimento a virus trasmessi attraverso il terreno da nematodi,  ai closterovirus trasmessi da cocciniglie pseudococcidi e a virus trasmessi attraverso polline e semi.

Non ha trascurato gli aspetti applicati della ricerca, organizzando una unità termoterapica per il risanamento di vite e  fruttiferi e, più di recente, un'unità di coltura "in vitro" per il risanamento della vite. Queste attività, unite a quelle di selezione sanitaria in campo hanno consentito l'impostazione di programmi operativi di certificazione sanitaria per vite e fruttiferi. Ha organizzato la costituzione di uno dei primi  Nuclei di Premoltiplicazione del materiale viticolo di base che alleva cloni  certificati di portinnesti della vite e vitigni meridionali di nuova selezione, ed ha contribuito  alla promulgazione di decreti legislativi regionali relativi alla lotta obbligatoria contro la "vaiolatura delle drupacee" ed alla "certificazione volontaria dei fruttiferi".

Verso la metà degli anni 80 ha costituito un'unità di ricerca in biologia  molecolare che si avvale di  tecnologie  basate sulla produzione ed uso di DNA ricombinante,  di anticorpi monoclonali e di coltura di tessuti in vitro. Nell'ambito di questa unità sono state messe a punto tecniche diagnostiche avanzate (ELISA con anticorpi mono e policlonali, sonde molecolari radioattive e fredde, primers per amplificazione genica a singolo e doppio stadio ed in tempo reale) ed è stato affrontato lo studio dell'azione sull'ospite di singoli geni virali isolati e clonati, nonchè l'azione di molecole extragenomiche, quali RNA satelliti e difettivi interferenti. I risultati di queste ricerche hanno portato alla produzione di piante transgeniche, che esprimono vari tipi di geni virali, alcuni dei quali conferiscono resistenza alle infezioni, e l'uso di RNA  virali come vettori di geni estranei.

È co-autore di  due volumi sulle virosi della vite e di uno sui virus delle colture ortive, di una trentina di  capitoli di libri  ed enciclopedie del settore virologico e  di oltre 500 lavori a stampa,   di cui oltre  200 pubblicati su riviste con comitato di redazione  internazionale incluse nel Science Citation Index. 

ATTIVITÀ INTERNAZIONALE. Ha trascorso periodi medio-lunghi, per svolgervi ricerca, nell' Institute of Botany, Università di Liverpool (1960),nel Department of Plant Pathology, Università di California, Davis (1961-63) e  nello Scottish Crop Research Institute di Dundee (1964). 

Ha compiuto missioni di studio per conto della FAO, UNDP, CNR, Ministero degli Affari Esteri o per invito di Autorità locali in Africa del Nord (Marocco, Algeria, Tunisia, Libia, Egitto), Medio Oriente (Cipro, Israele, Libano,  Giordania, Siria, Turchia, Emirati Arabi, Yemen, Afghanistan), Estremo oriente (Cina, Giappone), Australia ed ha effettuato ripetute visite nella maggioranza dei Paesi dell'Est europeo, stabilendo rapporti di collaborazione scientifica con varie Istituzioni.

È stato membro del Comitato Direttivo dell'UNDP-FAO Regional Project on Control of Virus and Virus-like Diseases of Fruit Crops, del Comitè d'Evaluation dell'Institut National de la Recherche Agronomique (INRA), del Comitè Scientifique du Laboratorie d'Ingenierie Agronomique de l'ENSAT-INPT. E' membro dal 1978, ed ha presieduto dal 1987 al 1993, il Plant Virus Subcommittee dell'International Committee on Taxonomy of Viruses (ICTV) dell'International Union of Microbiological Societies. E’ stato membro effettivo, poi eletto,  del Comitato Esecutivo dell’ICTV dal 1987 di cui è attualmente  “membro a vita”.

AFFILIAZIONI SCIENTIFICHE. Ha presieduto l'Associazione Fitopatologica Italiana dal 1980 al 1986 e l'International Working Group on Vegetable Viruses  dell'International Society of Horticultural Sciences dal 1979 al 1981. E' stato rappresentante dell'Associazione Fitopatologica Italiana nell 'International Society for Plant Pathology' e membro del Consiglio Direttivo (1993-95) della Società  Italiana di Patologia Vegetale,  della cui fondazione è stato uno dei promotori e della quale è stato eletto Presidente per il triennio 2002-2004.  Presiede dal 1987 l'International Council for the Study of Virus and Virus-like Diseases of the Grapevine (ICVG). E' socio ordinario  dell'Accademia Italiana della Vite e del Vino e dell’Accademia dei Georgofili,  è socio corrispondente dell’Accademia Nazionale dei Lincei,  dell'Accademia Italiana dell'Olivo  e dell’Accademia di Agricoltura di Torino.  E' socio dell'American Phytopathological Society di cui è “Fellow” dal 1997,  Association of Applied Biologists, British Society of Plant Pathologists, Mediterranean Phytopathological Union, Society of Plant Molecular Biology,  Società Italiana di Protezione delle Piante, Società Italiana di Patologia Vegetale. E’ membro del Comitato Vitivinicolo Nazionale del Ministero per le Politiche Agrarie e Forestali. 

RICONOSCIMENTI

1982 - Diploma di Medaglia D’oro dall’Académie d’Agriculture de France per un volume sulle virosi della vite,  

1997 - Nominato "Fellow " dell'American Phytopathological Society

1999 - Nominato "Life Member" dell'International Committee on Taxonomy of Viruses

1999 - Vincitore del Premio Internazionale "F. Maseri-Florio World Prize for Distinguished Research in Agriculture",   per il contributo dato alle conoscenze sulle virosi della vite. 

Giovanni P. Martelli was born in Palermo, Italy on Jan. 17, 1935. Since 1973 is full Professor of Plant Virology in the University of Bari.He has initiated research in virology at the University of California, Davis in 1961, which he has continued ever since, dealing with viruses and virus diseases of Mediterranean crops with special reference to grapevines. Prof. Martelli is a recognized world authority in grapevine virus diseases and is the President of the "International Council for the Study of Viruses and Virus Diseases of the Grapevine". He has co-authored the description of more than 30 new plant virus species and genera and has characterized many other viruses in their physico-chemical, serological, ultrastructural, and molecular properties.He studied virus-host relationships at the ultrastructural level, using cytopatology as a tool for diagnosis and taxonomy, and the epidemiology of viruses transmitted by nematodes, mealybugs, seeds and pollen. He has established a laboratory for biotechnological applications and the development of improved laboratory reagents based on recombinant DNA and monoclonal antibody technologies and intiated a clean stock programme in southern Italy for the production of virus disease-free grapevines using both traditional and innovative (organogenesis, somatic embryogenesis) approaches. He has planned and implemented certification programmes and organized foundation vineyards. Prof. Martelli has more than 170 publication in international journals, three books on virus diseases of the grapevine, and other contributions totalling more than 400 scripts. He was President of the Italian Phytopathological Association, and is member of several scientific societies, among which the American Phytopathological Society of which he was elected Fellow in 1997. He is also member of several Academies, among which the Accademia Italiana della Vite e del Vino, the Accademia dei Georgofili, and the Accademia Nazionale dei Lincei. 

 

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