Terra Nuda

L’appello del mondo della cultura: salvare la collezione del Maestro Giannetto Salotti

La città di Lucca dimentica del valore della propria storia e identità di popolo, tace o fa orecchie da mercante. Così, tutte le opere, l'archivio e l’intero mondo creativo, storie personali comprese, del grande artista, dovrà trovare un’altra collocazione. Per negligenza e superficialità delle Istituzioni. “Se saranno scatoloni, scantinati o altro ancora non sappiamo”, precisa Franca Severini, curatrice della Collezione Salotti

Olio Officina

L’appello del mondo della cultura: salvare la collezione del Maestro Giannetto Salotti

In una lettera aperta, destinata a tutti coloro che amano l'arte e non accettano di veder dispersa l'eredità culturale di un grande maestro come Giannetto Salotti, in queste settimane si sta estendendo la disapprovazione per ciò che sta avvenendo a Lucca, città un tempo gloriosa, di grande attrattiva per la cultura, ma ora evidentemente stanca e poco intenzionata a credere nella propria identità culturale.

Franca Severini, curatrice della Collezione Salotti, ha scritto una lettera aperta, nella quale denunica un fatto grave, che noi di Olio Officina Magazine vogliamo rilanciare: "sicuramente - scrive la Severini - saprete dell'imminente trasloco forzoso dello studio di Giannetto Salotti (1918-2013) dalla Casermetta San Martino, sulle mura, a causa delle nuove assegnazioni delle casermette. Purtroppo - aggiunge - Salotti ha ricevuto lo sfratto: entro due mesi al massimo tutte le opere, l'archivio e tutto il mondo che vi è conservato, dovrà trovare altra collocazione. Se saranno scatoloni, scantinati o altro ancora non sappiamo".

"La professoressa Daniela Marcheschi, concittadina e amica dello scomparso artista, conosce in dettaglio la questione; e io - ammette la Severini - sto facendo l'impossibile affinché il Comune possa trovare una adeguata sistemazione a questo patrimonio non solo cittadino".

"Articoli sui giornali, conferenze stampa e una (bella, cit. Daniela Marcheschi ) mostra, che sono riuscita a organizzare a Palazzo Bernardini sede di Confindustria, sono iniziative da utilizzare per difendere sia il valore delle opere di Salotti sia l'importanza di conservare l'arte in tutti luoghi. Se non lo si fa a Lucca, dove trovare un posto migliore?" - conclude con una punta di amarezza Franca Severini.

Da qui la richiesta della curatrice della Collezione Salotti: "Vi chiedo, se siete d'accordo, di inviare a questa mail una breve nota in difesa dell'arte di Salotti e dei luoghi d'arte e di memoria degli artisti che devono essere salvaguardati, difesi e conosciuti per un futuro di civiltà. Vi ringrazio - aggiunge la Severini - per la diffusione tra le vostre amicizie".

E' possibile contattare Franca Severini al seguente indirizzo di posta elettronica: francaseverini1@virgilio.it

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