Terra Nuda

L’olio Igp Puglia in tour

Importante, come sempre, la divulgazione e lo sviluppo di una idea. Non è una strada facile, ma il coinvolgiento dal basso è necessario quanto fondamentale. Ad Alberobello l’ennesimo incontro del Comitato promotore con i produttori e i vari soggetti coinvolti. Chiaro il monito del presidente Occhinegro: “Le associazioni rompano con il passato”. Le cinque Dop, che avrebbero dovuto decretare il successo della territorialità e dell'origine, ricoprono soltanto l'1,5% del totale della produzione

Olio Officina

L’olio Igp Puglia in tour

Il destino dell’olio pugliese – ammette il presidente del Comitato promotore dell’olio Igp Pyglia Massimo Occhinegro – ha davanti a sé una lunga e tortuosa strada da percorrere. Il conseguimento dell’Igp, autentico volano per lo sviluppo dell’olivicoltura regionale e, più in generale, della sua economia, non è una passeggiata.

Così, il Comitato promotore – quello originario e storico, che da anni porta avanti questa idea del rilancio dell’olio pugliese – non si da’ per vinto e sa bene che impegnarsi in prima persona è una strada obbligata. Finora ci hanno pensato “gli altri”, mai i diretti interessati. Non che sia facile. I produttori tendono sempre a delegare qualcuno che faccia le loro veci, che agisca per conto loro, salvo non preoccuparsi di cosa poi si ottenga; e così, per non cedere l’ennesimo strumento di rilancio, quale può essere una attestazione di origine, al caso, è giunta l’ora di rimboccarsi le maniche e agire in prima persona.

Così, al cospetto di un nutrito numero di presenti (di eterogenea ragione, tra esperti in materia, produttori, rappresentanti associativi e comuni avventori, questi ultimi attratti dalla rilevanza del tema) si sono discusse le strategie da intraprendere attraverso una accesa analisi su dati verosimili e, al contempo, poco confortanti per la regione. La Puglia olearia ha effettivamente necessità di rilanziarsi.

Ad Alberobello, lo scorso mercoledì 29 luglio, nel corso di una interessante tavola rotonda caldeggiata e approntata dal Comitato Promotore Igp Puglia, ci si è dati da fare. Ed è stata un’occasione, per di più, di confronto e dialogo tra parti e scuole di pensiero tradizionalmente distanti, il tutto pensato per costruire un “dialogo” e confrontarsi in sereneità, senza legami con gruppi o consorterie, ma pensando esclusivamente al bene della regione.

In questo modo, nel tentativo pur difficile di un dialogo tra le parti – non dimentichiamo che esistono purtroppo ben due Comitati promotori – il tentativo è stato quello di alleviare i toni, fattisi purtroppo piuttosto aspri negli ultimi tempi.

Ci sono state oltre due ore di discussione, i cui risultati sono stati efficacemente traslati in una ‘lectio brevis’ di Massimo Occhinegro, ideatore in tempi lontani della proposta di una Igp per l’olio pugliese e storico responsabile del Comitato promotore.

“L'Olio IGP Puglia – ha detto – rappresenta l'ultima chance che la nostra regione ha per risollevare le sorti della sua olivicoltura. Ancora oggi il suo valore non viene riconosciuto per via di prezzi mortificanti e disastrosi per gli olivicoltori pugliesi e non solo. Le cinque Dop, che avrebbero dovuto decretare il successo della territorialità e dell'origine ricoprono soltanto l'1,5% del totale; una percentuale molto bassa che rende necessario un cambio di passo da parte della Puglia, che deve avvenire per mezzo di una Igp che unisca concretamente tutta la regione olearia, tenendo conto delle diversità esistenti a livello produttivo”.

Occhinegro non ha esitato di esprimere il proprio disappunto rispetto a quanto è avvenuto in passato, con rimproveri, che, a ben riflettere, suonano più come consigli paterni: “Le associazioni - ha detto – hanno bisogno di modernizzarsi, essendo troppo ancorate a logiche del passato che non hanno prodotto risultati. Non è possibile affidare ancora una volta alla regia delle unioni dei produttori il destino della Puglia olearia. È necessario, dunque, fare un cambio di passo, un associazionismo 2.0, che sia moderno, comunicativo soltanto in senso costruttivo e che si apra al mondo di chi conosce i mercati internazionali e lasci operare chi concretamente lavora. Dunque, un passo avanti in una direzione, la modernità, ed un passo indietro per lasciare spazio a tutti gli operatori veri del mercato”.

Per maggiori informazioni e per collaborare al futuro del comparto oleario pugliese scrivere a info@olioigppuglia.it, oppure cliccare QUI

La foto di apertura e quelle della galleria immagini sono di Francesco Caricato

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