Terra Nuda

La canapa industriale riprende centralità nella Tuscia

Si è tenuta in maggio la prima Fiera della Canapa a Canepina, nei Monti Cimini, in provincia di Viterbo, luogo in passato a lungo sede di eccellenti produzioni della pianta, con una due giorni di attività divulgativa

Marcello Ortenzi

La Canapa è tornata a Canepina, nei Monti Cimini (VT) dopo 66 anni dalle ultime produzioni. Due giorni di attività divulgativa, il 21 e 22 maggio, sono stati utilizzati per informare i coltivatori e i consumatori delle possibilità positive che offre la pianta, promuovere e valorizzare le origini del territorio, il recupero di questa pianta e il cibo a base di canapa. Il Comune, Regione Lazio, Camera di Commercio, Università della Tuscia, insieme ad alcune associazioni, hanno sponsorizzato l'evento ritenendolo di grande interesse per il territorio. L'attenzione per il nuovo settore che non è solo agricolo ma anche industriale, visti i possibili utilizzi delle diverse parti della pianta, è giunto anche nei Cimini, già famosi per Castagni e Noccioli, dopo i numerosi convegni e fiere tematiche avvenute in questi ultimi anni in tutte le regioni italiane.

La Tuscia presenta già quindici aziende interessate alla filiera e nove gli ettari di terreno adibiti alla coltivazione, con alcuni imprenditori aderenti a "Federcanapa" recentemente formata. Il convegno ha cercato di spiegare al pubblico dei coltivatori cimini i molti aspetti legati alla coltivazione tra cui quello legale. La deputata Alessandra Terrosi ha spiegato infatti che la proposta di legge, approvata dalla Camera e in attesa di essere approvata dal Senato, è molto snella con pochi articoli, ma rappresenta un punto di partenza per la ripresa della coltivazione della canapa sativa (quella che ha un Thc inferiore allo 0,2%).

''La legge ha lo scopo di semplificare il lavoro dell’agricoltore, tutelandolo anche dal punto di vista legale, spero inoltre che dia una spinta alle tantissime realtà italiane che hanno esperienza del prodotto affinché creino una rete di collaborazione al centro della quale potrebbe esserci proprio Canepina’’. Infatti, il testo ha previsto che gli obblighi del coltivatore si limitino a utilizzare il seme certificato previsto dalla normativa europea e conservare le fatture d'acquisto. Inoltre, solo il CFS potrà fare gli eventuali controlli in campo e sarà più facile dimostrare la variazione temporanea del THC durante la crescita della pianta. Tra i diversi interventi che si sono alternati quello di Emiliano Stefanini dell’associazione ‘’Canapa Live’’ che ha sottolineato l’importanza di avere una legge regionale per la valorizzazione del prodotto a livello agricolo e di mercato, argomento poi puntualizzato dal consigliere regionale De Paolis relativamente alla proposta di legge regionale sulla canapa in discussione al Consiglio regionale. La norma prevede un progetto pilota di impianto di trasformazione finanziato da fondi regionali e deallo sviluppo rurale.

L'Amministratore Unico dell'agenzia regionale "Arsial", Antonio Rosati, ha affrontato il tema del ruolo strategico dell’agricoltura nel Lazio e le ottime prospettive di lavoro e redditi che possono ancora dare i terreni pubblici della Regione. Ha poi evidenziato che Arsial intende divulgare le caratteristiche agronomiche della canapa con un progetto "Canapa Lazio". Il convegno si è poi concentrato sugli aspetti tecnico-scientifici della coltivazione della canapa esposti negli interventi delle tre università del Lazio che si occupano da anni di questo settore con studi e sperimentazioni: l’Università della Tuscia, l’Università agraria di Tolfa e Allumiereo e l’Università della Sapienza. Il consigliere regionale e presidente della Commissione Ambiente in Regione Lazio, Enrico Panunzi, concludendo il primo convegno sulla canapa nei Cimini ha affermato che ‘’È necessario che la ricerca non si fermi ai sistemi di coltivazione, ma che si interessi anche al mercato del lavoro perché è importante sapere se si può intraprendere un percorso che aumenti il reddito territoriale. Reddito interessante può venire ancora dalla terra, ma agendo con intelligenza e cognizione di causa’’.

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